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Sentenza

Sentenza del 06/03/2023 n. 6605 - Corte di Cassazione

Condono tombale - Attività accertativa crediti condonati - Sussiste -Attività accertativa debito fiscale - Non sussiste- Ratio condono- recupero risorse e riduzione contenzioso-

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva ritenuto il cosiddetto "condono tombale" idoneo a precludere ogni verifica sulla spettanza dei crediti (in particolare rimborsi IVA) dichiarati dal contribuente. L'Agenzia ha sostenuto che l'art. 9, commi 9 e 10, della legge n. 289/2002 non impedisce all'Amministrazione di accertare l'effettiva spettanza dei crediti e di contestare rimborsi per operazioni inesistenti o non esenti; inoltre aveva chiesto la revocazione dell'ordinanza di inammissibilità per questioni procedurali relative alla notifica del ricorso per cassazione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per revocazione ritenendo valida la notifica effettuata (consegna a mani proprie del destinatario) e ha disposto la revoca dell'ordinanza n. 720/2019. In sede rescissoria la Corte ha accolto il motivo di cassazione dell'Agenzia, richiamando il principio secondo cui il condono elide il debito fiscale ma non estingue né rende incontestabili i crediti vantati dal contribuente; pertanto ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale n. 34/2010 e ha rinviato la causa alla Corte territoriale di secondo grado della Toscana in diversa composizione per un nuovo esame, demandando anche la regolamentazione delle spese.

Norme richiamate

  • legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9, commi 9 e 10

    Il condono (cd. condono tombale) elide in tutto o in parte il debito fiscale ma non incide sui crediti che il contribuente può vantare; non preclude all'Amministrazione l'accertamento dei rimborsi richiesti.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 8-bis

    Norma richiamata in fatto per qualificare le cessioni a bordo delle navi come operazioni non imponibili ai fini IVA, rilevanti ai fini della domanda di rimborso.

  • Corte costituzionale, ordinanza n. 340/2005

    Ha ritenuto infondata l'interpretazione secondo cui il perfezionamento del condono impedirebbe all'Amministrazione di contestare la spettanza di rimborsi; conferma che il condono non rende indisponibili le pretese attive del Fisco.

  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 16692/2017

    Principio di riferimento: l'Erario può accertare i crediti da agevolazione esposti dal contribuente nonostante il condono, perché il condono riguarda il debito, non i crediti.

  • codice di procedura civile, art. 330 e relativi principi di notifica

    Regole sul luogo di notifica e sull'elezione di domicilio applicabili anche in materia tributaria (per effetto dell'art. 17 d.lgs. 546/1992); la consegna a mani proprie al destinatario è comunque valida e la prova della relata è essenziale per la regolarità delle notifiche.

  • legge n. 69/2009, art. 55

    Consente alla Avvocatura dello Stato di eseguire notificazioni a mezzo posta; utilizzata nel caso per la notifica dell'impugnazione di revocazione.

Massime di principio

  • Il condono tombale riguarda la riduzione/estinzione del debito fiscale ma non estingue né rende indisponibili i crediti vantati dal contribuente; l'Amministrazione può pertanto verificarne la legittimità.
  • Quando un contribuente richiede rimborsi IVA per operazioni che possono essere inesistenti o non esenti, l'Ufficio non è precluso dall'effettuare accertamenti e contestazioni, anche se è intervenuto un condono.
  • Il contribuente che intende opporsi a contestazioni su rimborsi deve conservare e produrre documentazione probatoria (fatture, documenti di trasporto, prove di non imponibilità) perché il diritto al rimborso può essere sottoposto a verifica.
  • Per l'Amministrazione è essenziale presidiare correttamente gli atti di notifica e il deposito della relativa relata: vizi procedurali possono determinare la revocazione delle decisioni e compromettere il processo.
  • La consegna dell'atto a mani del destinatario è considerata valida anche in presenza di elezione di domicilio e può sanare situazioni in cui l'elezione non consente la reperibilità della parte.
  • In giudizio, le decisioni che interpretano il condono come clausola di inoppugnabilità dei crediti sono suscettibili di cassazione: i giudici possono cassare e rinviare per nuovo esame quando venga applicata erroneamente tale interpretazione.

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