Sentenza n. 3889/2026 - Napoli, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di ingiunzione alla demolizione di opere edilizie realizzate in assenza di permesso di costruire
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti, proprietari dal 1998 di un'unità abitativa di 35 mq, impugnavano l'ordinanza comunale con cui era stata ingiunta la demolizione, ai sensi dell'art. 33 del d.P.R. 380/2001, di opere consistenti nella sostituzione del solaio tra piano terra e primo piano, nella sua ricostruzione a quota più elevata e nell'inserimento di un solaio intermedio, con conseguente distribuzione dell'unità abitativa su due livelli. Deducevano l'erronea qualificazione degli interventi, assumendo che non avessero comportato aumento di volumetria; l'erronea applicazione dell'art. 33 anziché dell'art. 34 del d.P.R. 380/2001; l'impossibilità di ripristinare lo stato dei luoghi senza pregiudicare la parte dell'edificio regolarmente assentita; la violazione dell'art. 33, comma 4, del d.P.R. 380/2001; nonché l'omessa motivazione sull'interesse pubblico posto a fondamento della demolizione. Nel corso del giudizio, con memoria del 23 aprile 2026, i ricorrenti dichiaravano il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione e chiedevano la declaratoria di improcedibilità.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione dei ricorrenti circa il venir meno dell'interesse alla decisione. Non sono stati esaminati i motivi relativi alla qualificazione delle opere, alla scelta della sanzione demolitoria, all'applicazione degli artt. 33 e 34 del d.P.R. 380/2001 e alla motivazione dell'ordinanza. Le spese non sono state liquidate, poiché il Comune intimato, pur ritualmente chiamato, non si era costituito in giudizio.
Norme richiamate
art. 13 l. 47/1985
Richiamato quale base normativa dell'autorizzazione edilizia in sanatoria precedentemente rilasciata dal Comune.
art. 26 l. 47/1985
Richiamato quale base normativa dell'autorizzazione edilizia in sanatoria precedentemente rilasciata dal Comune.
art. 33 d.P.R. 380/2001
Indicato dall'amministrazione quale fondamento dell'ingiunzione di demolizione per interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza di permesso di costruire; la relativa applicazione non è stata esaminata per l'improcedibilità del ricorso.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato dai ricorrenti per sostenere che avrebbe dovuto trovare applicazione una diversa disciplina sanzionatoria; la censura non è stata esaminata.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a seguito del sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione da remoto dell'udienza di smaltimento.
Massime di principio
- Il ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara e manifesta il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice di esaminare nel merito le censure proposte contro il provvedimento impugnato.
- La mancata costituzione dell'amministrazione intimata esclude, secondo la decisione, la pronuncia sulle spese di lite.
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