Cassazione Penale, Sentenza n. 33826/2023 del 01/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna l'ordinanza del 13/12/2022 con la quale è stata rigettata l'istanza di trattazione del processo in forma orale in applicazione delle disposizioni emergenziali (d.l. 149/2020). La difesa sostiene che la richiesta di discussione era già contenuta nell'atto con cui si chiedeva la fissazione dell'udienza (con l'inciso 'Si chiede, sin da ora, la discussione del gravame') e che tale richiesta sarebbe stata presentata nei termini perentori previsti dalla normativa (richiamando la data del 23/09/2022 rispetto all'udienza del 13/12/2022). La difesa contesta inoltre la mancata considerazione della dicitura 'Pubblica Udienza' nel decreto di citazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha confermato che, ai sensi dell'art. 23 del d.l. 149/2020, la richiesta di trattazione orale deve essere presentata specificamente entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza fissata; la semplice istanza di fissazione dell'udienza non equivale alla richiesta di trattazione orale. Inoltre la dicitura 'Pubblica Udienza' nel decreto di citazione non impone la trattazione orale laddove la normativa emergenziale richieda una scelta espressa delle parti nei termini di legge. Per legge il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000,00 alla Cassa delle Ammende per la colpa emergente dal ricorso.
Norme richiamate
d.l. 149/2020, art. 23
il primo comma dispone che, fuori dai casi di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, la corte procede in camera di consiglio senza l'intervento del pubblico ministero e dei difensori, salvo che una delle parti o il pubblico ministero faccia richiesta di discussione orale o l'imputato manifesti la volontà di comparire; il quarto comma stabilisce il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza
la norma è stata interpretata nel senso che la scelta sulla modalità di trattazione (orale o scritta) deve essere compiuta con un'apposita e specifica istanza entro il termine perentorio di 15 giorni liberi decorrenti dalla notificazione della fissazione dell'udienza; la mera domanda di fissazione dell'udienza non può essere considerata come richiesta di trattazione orale
Massime di principio
- Durante il periodo di applicazione delle norme emergenziali (d.l. 149/2020) la richiesta di discussione orale deve essere espressa e tempestiva: va presentata specificamente entro il termine perentorio di 15 giorni liberi prima dell'udienza fissata.
- Un'istanza generica per ottenere la fissazione dell'udienza non sostituisce l'istanza prevista dalla normativa emergenziale: occorre un atto distinto e chiaro con la richiesta di trattazione orale.
- La presenza della dicitura 'Pubblica Udienza' nel decreto di citazione non implica automaticamente il diritto alla discussione orale quando la normativa speciale richiede una scelta esplicita delle parti nei termini stabiliti.
- Se la richiesta di trattazione orale non è formulata nei termini previsti, il giudice può procedere con il rito cartolare (trattazione scritta) senza che ciò costituisca violazione del diritto di difesa, salvo i casi di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale.
- La mancata osservanza dei termini/processi previsti dalla normativa emergenziale può comportare conseguenze sanzionatorie in sede di Cassazione, inclusa l'inammissibilità del ricorso e l'obbligo di pagare spese e ammenda quando emerga colpa del ricorrente.
- Per evitare rischi processuali, il difensore deve indicare espressamente, e entro i termini perentori, la volontà di trattazione orale; è consigliabile documentare separatamente tale richiesta anche quando si chiede la fissazione dell'udienza.
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