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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32329/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari disposti dal GIP per i reati di organizzazione e finanziamento di un'associazione finalizzata al contrabbando (capo A) e per i delitti di acquisto e trasporto di tabacchi lavorati esteri di contrabbando pluriaggravato (capi E e K). Il ricorrente deduceva carenze della motivazione e violazioni di legge: (1) assenza dei requisiti della stabile organizzazione e dell'abitualità delle forniture per configurare il reato associativo; (2) insufficiente prova del coinvolgimento nel delitto di introduzione nel territorio nazionale (capo K), lamentando l'eccessiva valorizzazione di una conversazione telefonica interlocutoria.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse dettagliatamente indicato i molteplici elementi indizianti (numero elevato di delitti-fine, modello organizzativo piramidale, contatti periodici Italia-Tunisia, consistente volume d'affari, disponibilità di natanti e mezzi, cassa comune, ruoli specifici come stoccaggio e occultamento, determinazione quantitativa delle merci e rapporti con acquirenti palermitani) da cui trarre la sussistenza dell'associazione e l'affiliazione di Licata. Quanto al capo K, la Corte ha condiviso la valutazione del coinvolgimento sulla base della partecipazione di Licata (con i coindagati Bertuglia Bartolomeo e Francesco) alla consegna delle merci ai compratori, collegata alla conversazione intercorsa tra altri indagati. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione al giudizio di gravità indiziaria e alla motivazione del provvedimento cautelare; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente applicato i criteri di valutazione previsti.

  • art. 291-quater d.P.R. n. 43 del 1973, commi 1-4

    Richiamato in relazione alla fattispecie di contrabbando e alle aggravanti; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi sintomatici dell'associazione finalizzata al contrabbando.

  • art. 61-bis cod. pen.

    Norma citata in relazione alle aggravanti connesse all'operatività di un gruppo criminale e alle modalità aggravanti del reato; la Corte ha condiviso l'applicazione delle circostanze valutate dal Tribunale.

  • art. 291-bis d.P.R. n. 43 del 1973

    Richiamato con riferimento a specifiche ipotesi di contrabbando; utilizzato per inquadrare i delitti-fine contestati.

  • art. 291-ter d.P.R. n. 43 del 1973

    Richiamato in rapporto alle modalità di introduzione e trasporto di merci di contrabbando; la Corte ha ritenuto congrue le deduzioni fattuali che collegano l'indagato al delitto-fine.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla concorso di persone nel reato; la Corte ha confermato l'attribuzione di responsabilità per la partecipazione alla consegna delle merci.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in relazione al concorso di persone e all'azione comune; usato per giustificare la responsabilità connessa alla partecipazione collettiva ai reati contestati.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato valutato alla luce delle censure formulate ai sensi di questa norma e dichiarato manifestamente infondato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone l'obbligo di sostenere le spese del procedimento in caso di inammissibilità o rigetto; applicata per condannare il ricorrente alle spese.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimento formale alla modalità di redazione del ricorso; utilizzato per la sintetica esposizione dei motivi di doglianza.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137/2020 (conv. in legge n. 176/2020) e successive proroghe

    Richiamata in riferimento alla trattazione del procedimento in udienza camerale con modalità previste dalle norme emergenziali; meramente procedurale.

Massime di principio

  • Per applicare misure cautelari per il reato associativo, il giudice valuta la 'convergenza' di molteplici elementi indizianti (ripetizione di delitti-fine, struttura organizzativa, ruoli distinti, continuità dei contatti, mezzi operativi e flussi finanziari); non è necessaria la prova piena ma una motivazione concreta e circostanziata.
  • La mancanza di un elemento isolato (es. una telefonata ambigua) non esclude la valenza probatoria se si inserisce in un quadro probatorio complessivo che conferma la partecipazione dell'indagato (es. partecipazione alla consegna delle merci con coindagati).
  • La Corte di Cassazione censura solo vizi di legge o palese illogicità/mancanza di motivazione; valutazioni giudiziarie fondate su plurimi elementi indizianti e argomentate vengono generalmente confermate.
  • In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari occorre dimostrare errori di diritto o gravi vizi nella motivazione; l'insufficienza probatoria deve essere prospettata in termini precisi e supportata da elementi che ne evidenzino la manifesta irragionevolezza.
  • La presentazione di un ricorso manifestamente infondato può comportare condanna alle spese e, in presenza delle condizioni previste, il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.

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