Cassazione Penale, Sentenza n. 42065/2022 del 08/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'annullamento, operato dal Tribunale del riesame di Catanzaro, dell'ordinanza che aveva applicato a La Rosa la custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione aggravata. Il pubblico ministero deduceva un vizio di motivazione per omessa o non integrale valutazione del materiale indiziario, segnatamente di una intercettazione del 29.10.2018 che, a suo avviso, dimostrerebbe l'organizzazione di un incontro compatibile con la partecipazione di La Rosa all'estorsione. Il PM sosteneva che il Tribunale avrebbe scartato la rilevanza della circostanza ritenendo le affermazioni del Ventrice come possibile "millanteria", senza spiegare perché il Ventrice avrebbe pianificato un appuntamento in fascia pomeridiana e invitato il Mondella a casa sua se l'evocazione di La Rosa fosse stata falsa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il ricorrente non ha indicato vizi manifesti e decisivi della motivazione tali da giustificare l'intervento di legittimità e si è limitato a proporre una diversa valutazione della prova. La Corte ha richiamato il principio per cui essa non può rivalutare il merito della prova, e che l'interpretazione alternativa di intercettazioni è consentita in sede di legittimità solo se è dimostrabile un travisamento decisivo della prova, adeguatamente allegato. Non sussistendo tali presupposti, il ricorso è stato respinto e la decisione impugnata è confermata nella sostanza.
Norme richiamate
Sez. 6 n. 13809 del 17/03/2015
Richiama il principio che la Corte di legittimità non può entrare nel merito della valutazione delle prove ma può verificare la tenuta logica del percorso motivazionale
Sez. 3, n. 6722 del 21/11/2017 (dep. 12/02/2018)
Afferma che le intercettazioni non sono rivalutabili in Cassazione salvo che non sia dimostrato un travisamento della prova decisivo e incontestabile
Sez. 5, n. 7465 del 28/11/2013 (dep. 17/02/2014)
Conferma che la critica al contenuto delle conversazioni captate in sede di legittimità è ammessa solo in presenza di illogicità manifesta e decisiva della motivazione o di decisiva discordanza tra prova raccolta e prova valutata
Principio processuale: principio di autosufficienza e limiti del sindacato in Cassazione
La parte che denuncia travisamento della prova in Cassazione deve allegare e dimostrare specificamente le parti travisate (autosufficienza); la Corte verifica la correttezza logico-giuridica del ragionamento e non la riconsiderazione del merito probatorio
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della capacità dimostrativa delle prove: il rimedio è ammesso solo per vizio logico o travisamento decisivo della prova
- Quando si impugnano valutazioni su intercettazioni, in Cassazione è necessario dimostrare concretamente il travisamento (citazioni precise, riferimenti testuali) perché una mera interpretazione alternativa è insufficiente
- Per ottenere l'annullamento per vizio di motivazione occorre indicare vizi manifesti e decisivi del percorso argomentativo, non semplicemente proporre una diversa lettura degli elementi indiziari
- In procedimenti cautelari la Cassazione valuta la congruità e la logica della motivazione sulla misura, ma non riconsidera il bilanciamento delle esigenze cautelari basato su valutazioni di fatto non manifestamente illogiche
- La parte che critica la valutazione probatoria in Cassazione deve adempiere al principio di autosufficienza documentale, allegando le prove o parti di esse ritenute travisate
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