Cassazione Penale, Sentenza n. 41144/2025 del 22/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità penale di Daniele Minei per estorsione (art. 629 c.p. in relazione all'art. 628, comma 3, n.1 c.p.) e per detenzione e collocamento di ordigno esplosivo (artt. 81, 61 n.2, 635, 703 c.p. e artt. 2 e 4 l. 895/1967). Il ricorso per Cassazione deduceva: (i) violazione del diritto di partecipazione all'udienza di appello e violazione del contraddittorio per rigetto della richiesta di trattazione orale (art. 598-bis c.p.p.); (ii) illegittimo rifiuto della Corte territoriale di rinnovare l'istruttoria con acquisizione delle sommarie informazioni rese da Tania Minei e di documenti/articoli di cronaca (art. 391-bis e 391-ter c.p.p.), con contestazione dell'inutilizzabilità degli atti delle indagini difensive; (iii) errata qualificazione giuridica dei fatti e inesistenza dell'estorsione (sostanziale diversa ricostruzione fattuale, possibile configurazione di reati attenuati o di tentativo); (iv) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e vizio nella determinazione della pena (art. 62-bis, art. 133 c.p.). Sono stati anche depositati motivi aggiunti che riproponevano e integravano le doglianze relative all'inutilizzabilità e alla valutazione delle dichiarazioni di Tania Minei.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo manifestamente infondato. In particolare: (i) ha dichiarato infondata la doglianza sulla presunta inefficacia della nomina del nuovo difensore (la nomina allegata all'atto di appello è valida); (ii) ha ritenuto corretta l'interpretazione e applicazione dell'art. 598-bis c.p.p.: la richiesta di partecipazione all'udienza di appello deve essere presentata entro il termine di decadenza di quindici giorni dalla notifica del decreto di citazione o dall'avviso della data fissata per il giudizio di appello, e la modalità e il timing scelti dalla difesa (richiesta in calce all'atto di appello e richiesta successiva oltre il termine) non erano idonei a far valere il diritto; (iii) ha confermato l'irrigidimento sulla inutilizzabilità delle sommarie informazioni rese in sede di indagini difensive prive dell'avviso previsto dall'art. 199 c.p.p. e ha ritenuto non necessario l'esercizio dei poteri officiosi di integrazione istruttoria in appello, essendo il materiale probatorio ritenuto completo e convergente; (iv) ha respinto le censure sulla qualificazione giuridica dei fatti e sull'apprezzamento delle prove, richiamando il divieto per la Cassazione di sostituirsi al giudice di merito nel sindacare il merito e la motivazione ritenuta adeguata e non manifestamente illogica; (v) ha giudicato infondate le doglianze sul diniego delle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena, ritenendo la motivazione del giudice del merito sufficiente. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la sentenza di appello confermata quanto alle conclusioni di responsabilità e al trattamento sanzionatorio.
Norme richiamate
art. 629 cod. pen.
Norma sulla estorsione; la Corte di merito ha ritenuto integrata la fattispecie sulla base del compendio probatorio; la Cassazione ne ha condiviso la qualificazione e la motivazione, ritenendola non manifestamente illogica
art. 628, comma 3, n. 1 cod. pen.
Richiamata nella cornice della fattispecie estorsiva e riferita agli specifici mezzi impiegati (minaccia reiterata)
art. 61 n. 7 cod. pen.
Circostanza aggravante richiamata nella rubrica di imputazione; valutata dal giudice del merito nel determinare il trattamento sanzionatorio
artt. 81, 61 n.2, 635, 703 cod. pen.
Norme riferite alla partecipazione di più soggetti/concorsi e ai reati connessi all'ordigno esplosivo; utilizzate per la qualificazione delle condotte relative alla collocazione e detenzione dell'ordigno
art. 2 e 4 l. 895/1967
Norme sulla materia degli ordigni esplosivi; richiamate per integrare la qualificazione del fatto relativo all'esplosivo
art. 598-bis cod. proc. pen.
La richiesta è irrevocabile ed è presentata, a pena di decadenza, nel termine di quindici giorni dalla notifica del decreto di citazione di cui all'articolo 601 o dell'avviso della data fissata per il giudizio di appello
Stabilisce i termini e gli effetti della richiesta di partecipazione all'udienza di appello; la Corte ha interpretato la disposizione come perentoria e vincolante sul timing: la richiesta effettuata fuori da quell'arco temporale è inefficace
art. 601 cod. proc. pen.
Riferimento procedurale in relazione alla notifica del decreto di citazione da cui decorre il termine di decadenza per la richiesta di partecipazione
art. 177, 178, 179 cod. proc. pen.
Norme sul contenuto dell'atto di impugnazione e sui requisiti formali: richiamate nel contesto della valutazione della tempestività e modalità della richiesta di trattazione orale
art. 23-bis d.l. n. 137/2020
La richiesta di discussione orale è formulata per iscritto dal procuratore generale o dal difensore abilitato a norma dell'articolo 613 del codice di procedura penale entro il termine perentorio di venticinque giorni liberi prima dell'udienza e presentata, a mezzo di posta elettronica certificata, alla cancelleria
Norma emergenziale antecedente all'attuale disciplina; la Corte ha distinto la disciplina ormai abrogata dall'attuale art. 598-bis e ne ha sottolineato le differenze (termine finale vs. arco temporale di decorrenza)
art. 391-bis e 391-ter cod. proc. pen.
Regolano le sommarie informazioni rese al difensore in sede di indagini difensive e la loro utilizzabilità; la Corte ha ritenuto che l'atto potesse essere inutilizzabile per mancato avviso ai prossimi congiunti ex art. 199 c.p.p., condividendo la valutazione di inutilizzabilità formulata dal G.U.P. e dalla Corte d'appello
art. 199 cod. proc. pen.
Obblighi di avviso ai prossimi congiunti; la mancata conformità all'avviso ha portato a ritenere patologica/inutilizzabile la sommarie informazioni rese in indagini difensive
art. 603 cod. proc. pen.
Potere officioso del giudice di integrazione istruttoria in appello; la Corte ha ricordato che nei giudizi abbreviati d'appello l'esercizio di tali poteri è limitato e non costituisce un diritto della parte a ottenere prova aggiuntiva, salvo assoluta necessità
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Motivi di ricorso per cassazione relativi a vizio di motivazione e violazione di legge; la Corte ha ritenuto le censure non integrative dei presupposti per accoglimento in quanto volte a rinnovare il sindacato di merito o non dimostranti una manifesta illogicità
art. 591 cod. proc. pen.
Riferimento alla possibile fase di inammissibilità dell'appello; citata nella discussione sul timing e sulle conseguenze dell'atto di impugnazione
art. 182, comma 2 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa per eventuali decadenze o preclusioni; la Corte non ha dato rilievo alle eccezioni in tal senso riconoscendole infondate
art. 62-bis e art. 133 cod. pen.
Norme relative alle circostanze attenuanti generiche e alla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione discrezionale del giudice del merito sul diniego delle attenuanti e sulla graduazione della pena
art. 27 e art. 111 Cost., art. 6 CEDU
Richiami ai diritti fondamentali del giusto processo e del contraddittorio: le doglianze mosse in loro riferimento non sono state ritenute idonee a dimostrare violazioni tali da incidere sulla legittimità della decisione
Massime di principio
- Richiesta di partecipazione all'udienza di appello (art. 598-bis c.p.p.): va presentata entro il termine di decadenza (15 giorni dalla notifica del decreto di citazione o dall'avviso della data); una richiesta formulata fuori da tale arco temporale può essere considerata inefficace e non sanabile da istanze successive.
- Depositare la nomina del difensore allegandola all'atto di appello è valido: la nomina contestata quale depositata in modo differente non determina automaticamente l'inammissibilità dell'appello se l'atto contiene la nomina necessaria per la sottoscrizione e presentazione.
- Sommarie informazioni rese al difensore in fase di indagini difensive (art. 391-bis): la loro utilizzabilità in dibattimento può essere preclusa se non sono rispettati gli avvisi previsti (ad es. art. 199 c.p.p. per i prossimi congiunti); atti ritenuti inutilizzabili non possono essere valorizzati in appello.
- Nel giudizio abbreviato d'appello i poteri officiosi di integrazione istruttoria (art. 603 c.p.p.) sono esercitati in via eccezionale e subordinati al giudizio di 'assoluta necessità'; il rifiuto del giudice di ordinare integrazioni, se motivato sulla base di un compendio probatorio ritenuto già esaustivo, difficilmente è sindacabile in Cassazione.
- Controllo della Cassazione sulla motivazione: la Corte di legittimità verifica la presenza, la completezza e la non manifestissima illogicità della motivazione, ma non può sostituirsi al giudice del merito nel riesame delle prove né accogliere ricostruzioni alternative non inconfutabili.
- Su circostanze attenuanti e determinazione della pena: il giudice di merito ha ampia discrezionalità; la Cassazione interviene solo se la motivazione è assente, manifestamente illogica o arbitraria.
- Le eccezioni procedurali tardive o presentate con modalità non conformi alla disciplina di decadenza non sono normalmente sanate da atti successivi e non giustificano, di per sé, la violazione del diritto di difesa se la procedura vigente richiede limiti temporali precisi.
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