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Sentenza

Sentenza del 11/09/2018 n. 562 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva escluso la debenza della TARES sulle aree pubbliche scoperte destinate a parcheggio a pagamento. Secondo il Comune, la società avrebbe ricevuto in consegna e detenuto tali aree in forza del contratto e del capitolato, e i parcheggi, essendo frequentati da persone e potenzialmente produttivi di rifiuti, sarebbero stati soggetti al tributo. La società ha sostenuto, invece, di svolgere un mero servizio di gestione ed esazione delle tariffe, senza occupare o detenere le aree, che restavano nella disponibilità del Comune e continuavano a essere fruite indistintamente dalla collettività.

La decisione

L'appello del Comune è stato rigettato. La Commissione ha ritenuto che, pur essendo le aree di parcheggio astrattamente presuntive di produzione di rifiuti, mancasse nei confronti della società il presupposto della loro effettiva occupazione o detenzione. Le aree erano pubbliche, liberamente accessibili, utilizzate solo in determinati giorni e orari e soggette alle decisioni del Comune quanto a estensione e modalità di utilizzo. La società gestiva il servizio di riscossione e organizzazione della sosta, ma non aveva la disponibilità materiale delle superfici né potevano esserle imputati i rifiuti prodotti dagli utenti, dai passanti o dagli automobilisti in transito. È stata inoltre esclusa l'interruzione del processo per l'ammissione della società all'amministrazione straordinaria, poiché la sentenza di primo grado era anteriore a tale evento. Le spese del giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 62 del d.lgs. n. 507 del 1993

    Il presupposto impositivo è costituito dall'occupazione o dalla detenzione di locali e aree scoperte a qualsiasi uso adibiti che possono produrre rifiuti.

    La mera idoneità dell'area a produrre rifiuti non è sufficiente: occorre anche che il soggetto tassato occupi o detenga concretamente l'area.

  • Art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 507 del 1993

    Soggetti passivi di imposta sono coloro che occupano o detengono i locali e le aree scoperte.

    Il tributo grava sul soggetto che ha l'effettiva occupazione o detenzione dell'area, non automaticamente sul gestore di un servizio svolto su area pubblica.

  • Artt. 58, 61, 61, comma 3-bis, 65 e 69 del d.lgs. n. 507 del 1993

    Le questioni relative all'idoneità delle aree a produrre rifiuti, alla determinazione della superficie imponibile e alla congruità della tariffa sono state riproposte dalla società, ma sono rimaste assorbite dal rigetto dell'appello fondato sull'assenza del presupposto soggettivo della detenzione o occupazione.

  • Art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992

    Consente alla parte resistente in appello di riproporre le questioni e le eccezioni non accolte o non esaminate in primo grado.

  • Art. 7, comma 5, del d.lgs. n. 546 del 1992

    È stato richiamato per la richiesta di disapplicazione del regolamento comunale e della deliberazione tariffaria, questione non esaminata perché assorbita.

  • Art. 40 del d.lgs. n. 546 del 1992

    Disciplina l'interruzione del processo; la Commissione ha escluso che l'ammissione della società all'amministrazione straordinaria imponesse l'interruzione nella fase considerata.

  • Art. 96, comma 2, n. 3, del r.d. n. 267 del 1942

    Consente al curatore di proporre o proseguire il giudizio di impugnazione relativo a crediti accertati con sentenza non passata in giudicato pronunciata prima della procedura concorsuale, principio ritenuto applicabile anche all'amministrazione straordinaria.

Massime di principio

  • Per i tributi sui rifiuti, la produzione potenziale di rifiuti dell'area non basta: occorre individuare il soggetto che la occupa o detiene effettivamente.
  • Il gestore di un servizio pubblico non diventa automaticamente detentore delle aree pubbliche sulle quali opera, soprattutto quando il Comune conserva il potere di determinarne estensione, orari e modalità di utilizzo.
  • La consegna prevista in un contratto non implica necessariamente una consegna materiale o una detenzione tributariamente rilevante: va interpretata alla luce dell'effettivo contenuto del rapporto.
  • Quando un parcheggio è collocato su strade o piazze aperte alla collettività e i rifiuti non sono distinguibili per produttore, è difficile imputarli al solo gestore del servizio di sosta.
  • Le aree di parcheggio possono essere presuntivamente produttive di rifiuti, ma tale presunzione non supera l'assenza del requisito della concreta occupazione o detenzione da parte del contribuente.
  • La qualificazione contrattuale come appalto, concessione o gestione di servizio non è decisiva da sola: prevalgono le modalità concrete di disponibilità, controllo e utilizzo dell'area.

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