Sentenza n. 2403/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'esecuzione del decreto ingiuntivo n. 727/2024emesso il 19.03.2024 e depositato il 20.03.2024 dal Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere, ai sensi dell'art. 37 L. n°1034/71 in relazione all'art. 27 n°4 T.U. n° 1054/1924 e degli artt. 90 e 91 R.D. n°642/1907.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 727/2024 del Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente ha chiesto l'esecuzione del decreto ingiuntivo n. 727/2024, emesso il 19 marzo 2024, depositato il 20 marzo 2024, notificato il 26 marzo 2024 e dichiarato esecutivo il 2 luglio 2024 per mancata opposizione. Il decreto, nuovamente notificato al Comune ai sensi dell'art. 479 c.p.c. il 10 settembre 2024, aveva condannato il Comune di Bellona al pagamento di € 5.634,15, oltre interessi e spese di procedura. Nonostante la definitività del titolo, il Comune non aveva adempiuto. La ricorrente ha quindi domandato al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione il pagamento del capitale e degli interessi ex art. 1284 c.c., fissando un termine, nonché, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il decreto ingiuntivo era definitivo e che il Comune, ritualmente intimato e non costituito, non aveva fornito elementi ostativi all'esecuzione. Ha ordinato al Comune di Bellona di dare esecuzione al decreto, corrispondendo la sorte capitale e gli interessi ex art. 1284 c.c., entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il dirigente responsabile della Ragioneria territoriale dello Stato di Caserta, ovvero un dirigente da questi delegato, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni per provvedere anche all'esecuzione della pronuncia sulle spese. L'eventuale compenso del commissario è stato posto a carico del Comune e da liquidarsi con separato provvedimento. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in € 1.000, oltre accessori e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 37 l. n. 1034/1971
Richiamato quale base normativa del giudizio di esecuzione davanti al giudice amministrativo.
art. 27, n. 4, r.d. n. 1054/1924
Richiamato in relazione alla competenza del giudice amministrativo in materia di esecuzione dei giudicati e dei titoli esecutivi nei confronti della pubblica amministrazione.
artt. 90 e 91 r.d. n. 642/1907
Richiamati quali disposizioni regolatrici dell'esecuzione davanti al giudice amministrativo.
art. 479 c.p.c.
Richiamato in relazione alla notificazione del decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo al Comune debitore.
art. 1284 c.c.
Individuato quale parametro per la corresponsione degli interessi dovuti sulla sorte capitale.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione nei confronti di una pubblica amministrazione di un decreto ingiuntivo divenuto definitivo ed esecutivo per mancata opposizione.
- Quando il titolo esecutivo è definitivo, l'amministrazione destinataria è tenuta a corrispondere la sorte capitale e gli interessi dovuti secondo il titolo e la disciplina applicabile, compresi gli interessi ex art. 1284 c.c. indicati dal giudice.
- In caso di persistente inerzia dell'amministrazione successiva all'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, fissandogli un termine per sostituirsi all'amministrazione inadempiente.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza e possono essere poste a carico dell'amministrazione inadempiente, così come l'eventuale compenso del commissario ad acta.
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