Cassazione Penale, Sentenza n. 1543/2024 del 12/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
UNICREDIT chiedeva il riconoscimento della buona fede ai sensi del Codice Antimafia, la validità e opponibilità dell'ipoteca iscritta a suo favore su beni di GITEX e l'ammissione del proprio credito ipotecario (sette finanziamenti, complessivamente Euro 1.063.012,45 oltre interessi), nonché la prededuzione o comunque il pagamento in grado ipotecario. La Corte di appello aveva respinto le domande ritenendo il credito strumentale all'attività illecita degli imprenditori (sulla base di precedenti accertamenti giudiziari e della vicinanza con soggetti mafiosi) e negando la prededucibilità nonostante l'intervento dell'amministratore giudiziario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di UNICREDIT, ritenendo che la Corte territoriale avesse motivato in modo generico e contraddittorio la presunta strumentalità del credito e non avesse adeguatamente valutato e risposto agli elementi probatori offerti dalla banca sul merito creditizio (bilanci, relazione tecnico-economica, erogazioni a stato avanzamento lavori e rimborsi effettuati). La Cassazione ha altresì ritenuto illegittima la negazione della prededucibilità, poiché l'amministratore giudiziario aveva svolto attività negoziale (pagamento rate e richiesta di sospensione) costituendo subentro funzionale. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rimessa per nuovo provvedimento conforme ai principi indicati dalla Corte di Cassazione.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle misure di prevenzione - "Codice Antimafia")
art. 52, art. 54, art. 56, art. 58 comma 2, art. 61
Stabilisce il criterio di verifica della 'strumentalità' del credito rispetto all'attività illecita e la successiva valutazione della buona fede del creditore; disciplina la prededucibilità dei crediti connessi alla gestione dei beni sottoposti a sequestro o confisca.
Legge 24 dicembre 2012, n. 228
art. 1, commi 198, 199, 200
Individua regole procedurali e la competenza a decidere sulle domande di ammissione dei crediti nell'ambito delle misure di prevenzione; chiarisce il giudice competente per la fase esecutiva quando la confisca è stata disposta in sede rescissoria.
Legge n. 575/1965 (misure di prevenzione)
art. 2-septies, art. 2-octies
Richiama norme che, nel loro combinato con il Codice Antimafia, sono state interpretate riguardo alla prededucibilità dei crediti nati per esigenze di gestione giudiziaria e all'effetto degli atti negoziali dell'amministratore giudiziario.
Codice civile
Norme sulla formazione del bilancio che sono rilevanti per la valutazione del merito creditizio e per la verifica dell'attendibilità delle scritture contabili come elemento probatorio della buona fede del creditore.
Codice penale
art. 379 (favoreggiamento reale)
La sentenza di condanna per favoreggiamento reale citata nei provvedimenti precedenti non equivale automaticamente ad una condanna per associazione mafiosa (art. 416-bis), perciò la sua incidenza sulla valutazione della strumentalità deve essere specificamente motivata.
Codice di procedura penale
Richiama i limiti e le modalità di applicazione delle norme processuali in materia di cognizione ed esecuzione; conferma la possibilità di ricorso per cassazione contro le decisioni dell'autorità esecutiva in materia di ammissione dei crediti.
Massime di principio
- Nel procedimento di confisca di prevenzione il giudice deve prima accertare il nesso di strumentalità tra il credito e l'attività illecita e soltanto successivamente valutare la buona fede del creditore; non è ammesso un automa che estenda in modo indifferenziato le "conseguenze inquinanti" al terzo creditore.
- La presunzione di strumentalità può operare quando vi sia corrispondenza temporale tra l'erogazione del credito e l'emersione della pericolosità sociale, ma tale presunzione non è assoluta: va correlata al profilo soggettivo e alle prove di buona fede fornite dal creditore.
- La buona fede del creditore richiede prova di diligente istruttoria: analisi complessiva dell'attività d'impresa, verifica delle scritture contabili, documentazione tecnico-economica, modalità di erogazione (es. a stato avanzamento lavori) e concreti rimborsi che rendano plausibile la destinazione lecita delle somme.
- La semplice esistenza di una precedente condanna del debitore per reati non riconducibili espressamente a "mafiosità" (art. 416-bis) non determina automaticamente l'infondatezza della buona fede del creditore; il giudice deve circostanziare l'incidenza di tali precedenti sulla conoscibilità del rischio da parte dell'istituto finanziario.
- Quando l'amministratore giudiziario si inserisce nella gestione pagando rate o effettuando atti negoziali funzionali alla prosecuzione dell'attività, i crediti sorti per tali operazioni possono avere carattere prededucibile, salvo corretta liquidazione secondo criteri di graduazione e proporzionalità.
- La competenza a decidere sull'ammissione dei crediti nella confisca di prevenzione è del giudice che ha effettivamente disposto la confisca; d'altra parte le decisioni di ammissione possono essere impugnate fino alla Cassazione anche con motivi di merito e motivazione.
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