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Ordinanza

Ordinanza n. 1639/2026 - Milano, Sezione 3

per l’esecuzione del giudicato della sentenza del Tribunale di Milano n. 1962/2024, depositata e resa pubblica il 10.04.2024, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 10472/2023.

Giustizia amministrativa202502275

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, secondo la prospettazione del ricorrente, della sentenza del Tribunale di Milano n. 1962/2024 quanto all'accredito sulla carta docente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha proposto un ricorso per ottemperanza chiedendo che il Ministero fosse obbligato ad accreditare sulla carta elettronica del docente l'importo di 500 euro per l'anno scolastico 2021/2022. La sentenza del Tribunale di Milano n. 1962/2024 aveva tuttavia accertato il diritto all'accredito complessivo di 1.500 euro e aveva rigettato la domanda relativa all'ulteriore importo di 500 euro per l'anno scolastico 2021/2022. Nel ricorso per ottemperanza, la parte ha quindi rappresentato in modo non corrispondente il contenuto della sentenza, assumendo che il giudice ordinario avesse condannato il Ministero all'accredito dei 500 euro per il predetto anno scolastico. Il TAR ha rilevato d'ufficio che tale erronea individuazione del contenuto del giudicato potrebbe condurre al rigetto della domanda, ma ha ritenuto di dover instaurare il contraddittorio sulla questione ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR non ha ancora definito il ricorso nel merito. Dopo il passaggio in decisione, ha rilevato d'ufficio la possibile decisività della non corrispondenza tra la domanda di ottemperanza e il contenuto effettivo della sentenza del Tribunale di Milano. Pur ravvisando l'errore della parte ricorrente, il Collegio ha ritenuto di non poter sostituire d'ufficio la domanda formalmente proposta con una domanda diversa, in applicazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Ha pertanto assegnato alle parti venti giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per depositare memorie sulla sola questione rilevata d'ufficio, riservando ogni decisione in rito, nel merito e sulle spese, e ha rinviato la prosecuzione del giudizio all'udienza camerale del 22 maggio 2026.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone, quando il giudice rileva d'ufficio una questione decisiva non trattata dalle parti, di instaurare il contraddittorio assegnando un termine per memorie prima della decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve confrontare puntualmente la domanda proposta con il contenuto effettivo del giudicato da eseguire; l'erronea rappresentazione della statuizione giudiziale può comportare il rigetto della domanda.
  • Il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato impedisce al giudice amministrativo di sostituire d'ufficio la domanda di ottemperanza formalmente proposta con una diversa domanda, anche quando l'errore della parte sia agevolmente riconoscibile.
  • Quando il giudice rileva d'ufficio una questione potenzialmente decisiva ai fini della definizione del ricorso, deve provocare il contraddittorio ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., assegnando alle parti un termine per presentare memorie sulla questione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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