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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35158/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello deducendo la nullità della sentenza di primo grado per violazione delle norme sulla partecipazione del Pubblico ministero: sostengono che il vice procuratore onorario che ha svolto il ruolo di PM durante il dibattimento non era munito di idoneo e necessario incarico alla data delle udienze (la pronuncia del Consiglio giudiziario è intervenuta solo successivamente), per cui l'intervento del PM sarebbe viziato e la sentenza di primo grado nulla.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché l'eccezione di nullità, pur relativa all'intervento del Pubblico ministero e idonea a fondare una nullità generale, è stata sollevata tardivamente con motivi aggiunti e non nei termini consentiti (al più tardi con i motivi di appello). La Corte ha richiamato la distinzione tra nullità assoluta e nullità generale/intermedia e ha osservato che questioni relative alla nomina del vice procuratore onorario devono essere dedotte tempestivamente. Per effetto dell'inammissibilità, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende; inoltre la Corte ha rilevato che la parte civile non aveva richiesto la liquidazione delle spese, quindi queste non le sono state riconosciute.

Norme richiamate

  • art. 50 d.lgs. n. 274/2000

    La carenza di valida delega al vice procuratore onorario per l'esercizio dell'azione penale determina una nullità di ordine generale relativa alla partecipazione necessaria del Pubblico ministero. Se la nomina non è intervenuta alla data delle udienze, l'attività giurisdizionale svolta è viziata.

  • art. 179, comma 1, cod. proc. pen.

    La nullità che riguarda l'intervento del Pubblico ministero è riconosciuta come nullità generale e non assoluta; ciò influisce sul regime di rilevabilità e sulle conseguenze processuali.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Le nullità generali, qual è quella derivante dalla mancanza di valida delega, devono essere eccepite tempestivamente (in genere nel grado nel quale si è verificata o al più tardi con l'appello): se non rilevate nei termini, non possono essere sollevate dopo la deliberazione della sentenza del grado successivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    L'inammissibilità dei ricorsi comporta la condanna delle ricorrenti al pagamento delle spese processuali e può comportare anche la sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle Ammende) per i profili di colpa nella proposizione di ricorsi manifestamente infondati o inammissibili.

Massime di principio

  • La mancanza di valida nomina/delega del vice procuratore onorario configura una nullità generale (non sempre assoluta) che concerne la partecipazione necessaria del PM e può rendere viziato l'atto/processo se tempestivamente eccepita.
  • Tale nullità deve essere sollevata tempestivamente: preferibilmente nel giudizio di primo grado appena viene conosciuta o, al più tardi, con i motivi di appello; sollevare la questione dopo la decisione del grado successivo (mediante motivi aggiunti tardivi) rende l'eccezione inammissibile.
  • I motivi aggiunti in appello o in cassazione non possono introdurre questioni nuove non collegate ai capi già impugnati: possono sviluppare o precisare i motivi principali ma non allargare il petitum con censure sopravvenute.
  • Se si sospetta l'irregolarità della nomina del PM, bisogna verificare le date della nomina/delega rispetto alle udienze e produrre tempestivamente gli atti del Consiglio giudiziario o altra documentazione utile.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese e sanzioni pecuniarie; inoltre, l'assenza di una richiesta espressa per la liquidazione delle spese da parte della parte civile impedisce che tali spese le siano poi riconosciute.

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