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Sentenza

Sentenza n. 1658/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300605

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione statale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto della Questura di Bologna del 12 luglio 2023, che aveva respinto l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio presentata il 15 gennaio 2020. Iscritta al corso di laurea triennale in Chimica e chimica dei materiali dall'a.a. 2012/2013, sosteneva, con il primo motivo, la violazione dell'art. 3 della l. 241/1990 e del d.lgs. 286/1998, nonché eccesso di potere, deducendo di essersi iscritta anche all'a.a. 2020/2021, di avere pagato l'assicurazione sanitaria e, seppure tardivamente, le tasse universitarie, e di avere superato altri cinque esami nel 2021-2022, non verbalizzati a causa della sospensione della carriera conseguente alla vicenda del permesso. Con il secondo motivo denunciava la violazione dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998 e l'eccesso di potere, assumendo che l'amministrazione avrebbe dovuto considerare gli elementi sopravvenuti favorevoli al rinnovo.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, esaminando congiuntamente i due motivi perché inconferenti rispetto alla disciplina applicabile. L'art. 46, comma 4, del d.P.R. 394/1999 fissa in modo vincolante il limite massimo di tre anni oltre la durata legale del corso e non attribuisce all'amministrazione margini di apprezzamento discrezionale. Poiché la ricorrente si era immatricolata nell'a.a. 2012/2013, il permesso avrebbe potuto essere rilasciato al massimo sino alla conclusione dell'a.a. 2017/2018, terzo anno fuori corso. Le iscrizioni, i pagamenti e gli esami dedotti, tutti successivi a tale limite, non potevano superare il dato temporale né incidere sulla legittimità del diniego. La precedente domanda cautelare era stata respinta con ordinanza n. 338 dell'11 ottobre 2023 per il superamento del limite massimo dei rinnovi. Spese compensate per le peculiarità del caso.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 4, d.P.R. 394/1999

    Considerato che la previsione di cui all’art. 46, comma 4, d.P.R. n. 394 del 1999, ha “carattere assolutamente vincolante e – nel caso in cui la durata del corso di studi si sia protratta oltre la durata indicata – non lascia margini di apprezzamento discrezionale all’amministrazione”, atteso che è “improntata all’esigenza di garantire l’esercizio del diritto allo studio allo straniero che dimostri di essere operoso, in modo da evitare il fenomeno dell’eccessiva dilatazione temporale del periodo degli studi universitari al fine meramente strumentale di prolungare la permanenza nel territorio italiano per un tempo indefinito”.

    Il limite massimo di tre anni oltre la durata legale del corso per il rinnovo del permesso di soggiorno per studio è vincolante e non consente deroghe discrezionali; gli elementi sopravvenuti al superamento di tale limite non incidono sulla legittimità del diniego.

Massime di principio

  • Il permesso di soggiorno per motivi di studio non può essere rilasciato per più di tre anni oltre la durata legale del corso; tale limite, previsto dall'art. 46, comma 4, del d.P.R. 394/1999, ha carattere vincolante e non lascia margini di apprezzamento discrezionale all'amministrazione.
  • Ai fini della legittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per studio, fatti e circostanze sopravvenuti al termine massimo consentito non sono idonei a superare il limite temporale stabilito dalla legge né rilevano nella valutazione della legittimità dell'atto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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