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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29300/2023 del 23/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha rigettato il primo e il secondo motivo, ha accolto il terzo motivo, ha cassato la sentenza della CTR e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando l'originario ricorso del contribuente. Ha inoltre compensato le spese dei gradi di merito e posto le spese del giudizio di legittimità a carico della parte soccombente secondo il criterio della soccombenza.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (Agenzia fiscale)

La controversia

Un contribuente aveva presentato istanza di rimborso del 90% delle imposte IRPEF versate per gli anni 1990, 1991 e 1992, invocando il beneficio previsto per i soggetti colpiti dal sisma del 1990 in Sicilia. L'istanza era stata respinta per silenzio-rifiuto dall'Agenzia delle Entrate, ma il contribuente aveva ottenuto accoglimento in primo grado e poi in appello. L'Ufficio ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione delle norme processuali del processo tributario, sostenendo l'inammissibilità del ricorso originario per mancanza della prova dei versamenti e per difetto del requisito della residenza in un comune agevolato; 2) omessa pronuncia su un punto decisivo, cioè il mancato esame del difetto di residenza; 3) violazione delle norme sostanziali e attuative sul beneficio fiscale, assumendo che il contribuente, essendo lavoratore dipendente, dovesse risiedere in uno dei comuni individuati dall'ordinanza di protezione civile e dal D.P.C.M., non essendo sufficiente la sede del datore di lavoro nel comune agevolato.

Norme richiamate

  • art. 27 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    La dedotta inammissibilità del ricorso introduttivo per difetti dell'istanza non è stata accolta, perché l'istanza conteneva una quantificazione del rimborso e la censura atteneva in realtà alla valutazione del materiale probatorio.

  • art. 18 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato insieme alle altre norme processuali del processo tributario come parametro della censura dell'Ufficio.

  • art. 19 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato insieme alle altre norme processuali del processo tributario come parametro della censura dell'Ufficio.

  • art. 22 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato insieme alle altre norme processuali del processo tributario come parametro della censura dell'Ufficio.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Usato per il motivo di violazione di legge relativo ai requisiti del rimborso e alla disciplina del beneficio fiscale.

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    Richiamato per censurare l'asserita omessa pronuncia/difetto di motivazione sul requisito della residenza.

  • art. 9, comma 17, L. 27 dicembre 2002, n. 289

    Norma invocata dal contribuente quale base legislativa del beneficio del rimborso del 90% delle imposte versate.

  • art. 1, comma 665, L. 23 dicembre 2014, n. 190

    Richiamato come norma che richiama la disciplina delle agevolazioni fiscali per i residenti nei comuni colpiti dal sisma.

  • art. 3 ordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile del 21 dicembre 1990, n. 2057

    "Possono beneficiare delle sospensioni e delle agevolazioni ... i soggetti residenti, da data anteriore al 13 dicembre 1990, nei comuni ... Possono altresì beneficiare ... i soggetti che svolgono ... la loro attività industriale, commerciale, artigiana ed agricola, ancorché residenti altrove"

    Per i lavoratori dipendenti vale il primo comma, che richiede la residenza anteriore al 13 dicembre 1990 in uno dei comuni agevolati; il secondo comma riguarda invece chi svolge attività industriale, commerciale, artigiana o agricola nei comuni indicati, anche se residente altrove.

  • D.P.C.M. 15 gennaio 1991, n. 288

    Atto di individuazione dei comuni interessati dal beneficio; la Corte ne richiama la rilevanza ai fini del requisito territoriale della residenza.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per il deposito della memoria e per la trattazione camerale.

  • art. 384 c.p.c.

    Usato per la decisione nel merito senza rinvio, perché non erano necessari ulteriori accertamenti in fatto.

Massime di principio

  • Nei benefici fiscali collegati a eventi calamitosi, il requisito soggettivo e territoriale va verificato con riguardo alla specifica categoria del contribuente: per il lavoratore dipendente, la residenza in uno dei comuni agevolati alla data richiesta dalla norma è presupposto necessario, non sostituibile dalla sede del datore di lavoro.
  • La disciplina che estende agevolazioni anche a soggetti residenti altrove opera solo per chi svolge nei comuni individuati attività industriale, commerciale, artigiana o agricola; tale regola non è automaticamente applicabile ai lavoratori dipendenti.
  • La censura di inammissibilità dell'istanza di rimborso per difetto di indicazione degli importi o dei versamenti non è fondata quando la domanda contenga una quantificazione del credito richiesto e la questione investa in realtà la valutazione delle prove sul diritto al rimborso.
  • Non sussiste omessa pronuncia quando il giudice di merito affronti la questione controversa e ne dia una motivazione, anche se la parte ne contesti la correttezza in diritto.

Come è indicizzato

MaterieRimborsiContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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