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Sentenza

Sentenza n. 58/2026 - Torino, Sezione 3

per l'ottemperanza quanto al ricorso n. 2251 del 2025: della Sentenza n. 181/2024 pubbl. il 25/09/2024 RG n. 140/2024 del Tribunale di Verbania, Sezione Lavoro, passata in giudicato come certificato dalla Cancelleria Lavoro e Previdenza del Tribunale di Verbania in data 10.06.2025; a seguito di notifica eseguita in data 02/10/2024 agli indirizzi P.E.C. presso il domicilio eletto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. quanto al ricorso n. 2597 del 2025: della Sentenza n. 274/2024 pubbl. il 27/11/2024 RG n. 284/2022 del Tribunale di Biella, Sezione Lavoro, passata in giudicato come certificato dalla Cancelleria Lavoro e Previdenza del Tribunale di Biella; a seguito di notifica eseguita in data 28/11/2024 agli indirizzi P.E.C. presso il domicilio eletto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Giustizia amministrativa202502597

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata esecuzione di due sentenze del Tribunale ordinario, Sezione Lavoro, passate in giudicato, relative alla carta del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

Sono stati proposti due ricorsi per l'ottemperanza, rispettivamente, della sentenza del Tribunale di Verbania, Sezione Lavoro, e della sentenza del Tribunale di Biella, Sezione Lavoro, entrambe passate in giudicato. Le ricorrenti lamentavano la mancata esecuzione dei giudicati da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha adempiuto a quanto statuito dalle sentenze, come dichiarato dalla parte ricorrente nella memoria dell'8 gennaio 2026.

La decisione

Il TAR ha riunito i due ricorsi, ritenendo omogenee motivazione e dispositivo. Preso atto dell'avvenuto adempimento dell'amministrazione ai giudicati, ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state poste a carico del Ministero, poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione dei ricorsi. Il Ministero è stato condannato, per ciascun ricorso, al pagamento delle spese di lite, liquidate complessivamente in 800 euro per compensi professionali, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario, nonché alla refusione del contributo unificato alle condizioni di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Norma richiamata quale disciplina dell'azione di ottemperanza, nell'ambito della quale è stata verificata l'esecuzione dei giudicati del giudice ordinario.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adempie integralmente alla pretesa azionata.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione dà integrale esecuzione al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, la domanda deve essere definita con dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto dell'amministrazione non esclude la condanna alle spese se l'esecuzione del giudicato è intervenuta soltanto dopo la proposizione del ricorso; in tal caso le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale o della causalità della lite.
  • Ricorsi per ottemperanza aventi ad oggetto giudicati omogenei possono essere riuniti per ragioni di economia e sollecita definizione, senza alterare l'autonomia delle singole decisioni né incidere sulla distinta liquidazione delle spese.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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