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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44376/2022 del 22/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza che aveva rigettato l'appello avverso la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per violazione della prescrizione di non comunicare con soggetti non conviventi. La difesa denunciava vizio di motivazione circa la concreta e specifica gravita' delle violazioni e l'aggravamento delle esigenze cautelari, sostenendo che i contatti del Mazzeo con terzi (in particolare con il cugino Ivan Castronovo e con Di Maio Vittorio, Di Maio Paolo e Marco Fascella) erano di natura generica o familiare e non dimostravano contatti operativi o condotte delittuose tali da giustificare l'aggravamento.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che le censure fossero doglianze di merito non sindacabili in questa sede o manifestamente infondate. Ha ritenuto adeguata e logica la motivazione del Tribunale che aveva rilevato la persistenza di contatti non consentiti (anche numericamente documentati: 19, 233 e 53 contatti telefonici) e la ricezione di terzi in abitazione, elementi idonei a mostrare l'inadeguatezza della misura domiciliare rispetto alle esigenze cautelari. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., della somma di Euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 137/2020, art. 23 comma 8

    Citato per spiegare la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero; la norma ha consentito l'utilizzo di forme scritte per le conclusioni del PG in Cassazione (misura temporanea connessa all'emergenza).

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Consente alla Corte di condannare il ricorrente, in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato, al pagamento di una somma a favore della Cassa delle Ammende; applicata per la condanna di Euro 3.000.

  • Codice di procedura penale, art. 94

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia (comunicazioni ed esecuzione formale del provvedimento).

Massime di principio

  • L'aggravamento di una misura cautelare (es. da domiciliari a carcere) rientra nella discrezionalità del giudice del merito e richiede una motivazione specifica che dimostri l'inadeguatezza della misura precedente rispetto alle permanenti esigenze cautelari.
  • Per giustificare l'aggravamento è sufficiente dimostrare trasgressioni della prescrizione che assumano carattere tale da far ritenere la misura in atto inefficace; contatti reiterati con coindagati o la ricezione in abitazione di terzi non conviventi possono essere valutati come tali elementi aggravanti.
  • In Cassazione non è possibile una rivalutazione di merito dei fatti salvo che la motivazione del giudice del merito sia manifestamente illogica o carente; le censure che sollecitano una diversa lettura probatoria sono inammissibili.
  • La difesa deve contestare la motivazione del giudice del merito con argomentazioni che dimostrino specifici profili di illogicità o carenza motivazionale per rendere il ricorso ammissibile in sede di legittimità.
  • Il rigetto o l'inammissibilità del ricorso comportano responsabilità pecuniarie: spese processuali e possibile condanna alla somma a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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