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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6598/2023 del 16/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 21/02/2022 con cui il Tribunale del riesame di Reggio Emilia aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di perquisizione e sequestro emesso nell'ambito di indagini per reati contestati ex art. 4 L. 401/89 e artt. 5 e 8 D.Lgs. 74/2000. Il ricorrente proponeva tre motivi: 1) vizio di motivazione (art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.), contestando che il Tribunale non avesse adeguatamente valutato le memorie difensive e la mancanza del fumus commissi del reato; 2) vizio procedurale relativo a cancellazione/fissazione di udienza e irregolarità della nomina/nomina del difensore (art. 606 lett. c) e rimandi agli artt. 178 e 179 c.p.p.); 3) doglianze sulla sussistenza del reato ex art. 4 L. 401/89 in relazione alla presunta illegittima discriminazione introdotta dalla circolare ADM 9/6/2016 e dalle reiterate proroghe normative (incidenza su libertà di stabilimento e concorrenza ex artt. 49, 56 TFUE), con richieste di sollevare questioni di legittimità costituzionale rispetto agli artt. 3, 11, 41 e 117 Cost. e impugnazione di norme e circolari amministrative che avrebbero impedito l'accesso al mercato a operatori stranieri (es. "Ulisse GMBH").

La decisione

Il ricorrente ha depositato presso la Corte una rinuncia all'impugnazione (ai sensi dell'art. 589, comma 2 c.p.p.) per sopravvenuta carenza di interesse conseguente al dissequestro. Per tale motivo la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza d'interesse e ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria ridotta di euro 500,00 a favore della Cassa delle ammende. La Corte non è pertanto entrata nel merito delle questioni sostanziali (valutazione del fumus, profili comunitari e costituzionali o vicende amministrative) essendo sopravvenuta la perdita di interesse all'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 4 L. 401/89

    Norma penale oggetto della contestazione (illecito connesso alla raccolta scommesse). Invocata dal ricorrente per sostenere l'insussistenza del fumus, ma non esaminata nel merito dalla Corte a causa della rinuncia e dell'inammissibilità del ricorso.

  • artt. 5 e 8 D.Lgs. 74/2000

    Norme richiamate in relazione a ipotesi di natura fiscale/tributaria connesse all'indagine; anche queste questioni non sono state valutate nel merito dalla Corte per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b), c), e))

    Norma che disciplina i motivi di cassazione sollevati (vizi di motivazione e violazioni di norme processuali). I vizi sono stati prospettati dal ricorrente ma la Corte non ha proceduto alla loro valutazione di merito in ragione della rinuncia.

  • art. 589, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede la rinuncia all'impugnazione. La Corte ha preso atto della rinuncia depositata e ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse in forza di tale rinuncia.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'applicazione di una sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità dell'impugnazione; la Corte ha applicato la sanzione nella misura ridotta, disponendo il pagamento di euro 500,00 alla Cassa delle ammende.

  • TFUE, artt. 49 e 56

    Principi comunitari invocati dal ricorrente (libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi) per censurare il regime prorogatorio italiano; prospettati ma non esaminati dalla Corte a causa della sopravvenuta inammissibilità.

  • art. 88 TULPS

    Riferimento alla licenza di Polizia per esercizio di attività di gioco; menzionata dal ricorrente come requisito mancante per l'operatore estero, ma non valutata nel merito dalla Corte.

  • Costituzione, artt. 3, 11, 41, 117, comma 1

    Norme costituzionali invocate per prospettare profili di illegittimità delle proroghe e discriminazione; la Corte non ha sollevato o deciso questioni di costituzionalità perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Circolare ADM n. RU 54917 del 9 giugno 2016

    Atto amministrativo ritenuto dal ricorrente fonte di discriminazione e di proroga irrazionale del regime concessorio; la questione relativa alla circolare è stata sollevata ma non esaminata dalla Corte in questa sede.

  • L. 27 dicembre 2017 n. 205 art. 1 comma 1048; L. 30 dicembre 2018 n. 145 art. 1 comma 1096; D.L. 26 ottobre 2019 n. 124 art. 24 comma 1

    Norme e disposizioni legislative citate come atti che hanno determinato proroghe/riprotezioni del regime concessorio; richiamate dal ricorrente per sostenere la violazione di principi comunitari e costituzionali, ma non oggetto di decisione da parte della Corte nella presente sentenza.

Massime di principio

  • La sopravvenuta cessazione dell'interesse (es. per dissequestro) porta all'inammissibilità del ricorso per cassazione: la Corte in genere non entra nel merito se manca l'interesse a mantenere l'impugnazione.
  • La rinuncia formale all'impugnazione ai sensi dell'art. 589 c.p.p. determina l'inammissibilità e può comportare l'applicazione di sanzioni pecuniarie previste dall'art. 616 c.p.p.; è quindi necessario valutare prima di proporre ricorso il rischio di sopravvenienze che possano rendere inutile l'azione.
  • Questioni rilevanti di diritto comunitario o costituzionale (es. violazione degli artt. 49/56 TFUE o del principio di uguaglianza costituzionale) devono essere adeguatamente documentate e collegate a un interesse concreto dell'impugnante; se l'interesse viene meno la Corte non provvede alla valutazione sostanziale.
  • Le censure di carenza di motivazione o di errori procedurali devono essere specifiche e supportate dal materiale processuale probatorio già depositato: in sede di riesame è importante far emergere chiaramente gli elementi che dimostrano l'assenza del fumus del reato.
  • Le irregolarità nella notifica e nella nomina del difensore vanno tempestivamente contestate e comprovate in atti, poiché profili procedurali non adeguatamente documentati rischiano di essere ritenuti inammissibili o irrilevanti se sopraggiungono fatti che estinguono l'interesse.
  • Prima di proporre impugnazioni di rilievo costituzionale o comunitario, valutare la strategicità e la tempestività (anche rispetto a ricorsi amministrativi/giudizi contenziosi già pendenti), poiché la valutazione della Corte penale suprema si limita a questioni che restano attuali e pertinenti al processo.

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