Cassazione Penale, Sentenza n. 40568/2022 del 26/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di illecita detenzione a fini di spaccio di 415 grammi di hashish. Il ricorso contestava la mancata sostituzione della misura cautelare con una meno afflittiva (anche disponibile in luogo diverso da quello in cui si sarebbe svolta l'attività delittuosa), rilevando la presenza di precedenti penali non specifici e l'assenza di precedenti di evasione come fattori che avrebbero giustificato una misura meno restrittiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per motivi non consentiti in sede di legittimità, ritenendo che il ricorrente avesse solo proposto una lettura alternativa di fatti già valutati nel riesame cautelare senza svolgere un adeguato confronto critico con le argomentazioni del Tribunale. La Corte ha confermato la fondatezza della motivazione del Tribunale, che aveva rilevato l'inserimento dell'indagato in un consolidato circuito criminale, pendenze debitorie legate all'attività illecita e la necessità di recidere i rapporti con clienti e fornitori, nonché la possibilità che l'attività criminale potesse proseguire anche in caso di detenzione domiciliare. Di conseguenza la custodia cautelare in carcere è stata ritenuta giustificata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.
Norme richiamate
codice penale
art. 81, comma finale (concorso di reati)
La norma è richiamata per il coordinamento delle imputazioni connesse alla detenzione e allo spaccio, a fini descrittivi della fattispecie complessiva contestata.
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)
La norma definisce la fattispecie di illecita detenzione a fini di spaccio; la Corte ha confermato che le condizioni di fatto (quantitativi e contesto criminale) giustificano l'applicazione della misura cautelare ponderata sulla gravità del reato.
codice di procedura penale (disposizioni di attuazione)
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per gli adempimenti della Cancelleria relativi all'esecuzione della decisione e alla liquidazione delle somme dovute dal ricorrente alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentita una semplice rivalutazione alternativa dei fatti già esaminati: il ricorso deve evidenziare vizi logico-giuridici nella motivazione o violazioni di diritto, non solo una diversa ricostruzione fattuale.
- La sostituzione della custodia cautelare con misure meno afflittive richiede la dimostrazione concreta che tali misure siano idonee a prevenire la reiterazione del reato o la prosecuzione dell'attività illecita; la mera assenza di precedenti per evasione non è sufficiente.
- L'esistenza di un 'circuito criminale' consolidato, pendenze debitorie connesse all'attività illecita e contatti con clienti/fornitori possono legittimare la prognosi di pericolo di continuazione dell'attività e giustificare misure coercitive più gravi.
- La valutazione sulla misura cautelare deve essere motivata sul punto specifico se l'obiettivo è impedire l'evasione ovvero interrompere la condotta delinquenziale; il giudice può confermare la custodia anche per la necessità di recidere collegamenti criminali, non solo per rischio di fuga.
- La declaratoria di inammissibilità comporta conseguenze economiche (spese e ammende); nel formulare ricorsi di legittimità è quindi necessario concentrare le censure su profili di diritto e di motivazione specificamente rilevanti per il sindacato di legittimità.
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