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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25799/2026 del 09/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva respinto l’istanza di riconoscimento della continuazione tra fatti già definiti con decisioni irrevocabili. La difesa sosteneva che vi fossero indici di un disegno criminoso unitario: la comune appartenenza dell’imputato e della persona offesa a un sodalizio dedito allo spaccio di stupefacenti, la già riconosciuta continuazione tra episodi in materia di armi e la connessione logica tra la partecipazione all’associazione finalizzata al narcotraffico e la decisione di eliminare chi ostacolava tale attività. La Corte territoriale, però, aveva valorizzato l’occasionalità della lite sfociata nel tentato omicidio e l’assenza di programmazione originaria di quel fatto al momento dell’adesione all’associazione, escludendo anche la comune ideazione con i successivi episodi di porto d’arma. Con il ricorso per cassazione si denunciavano erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice di merito avesse sottovalutato la sussistenza di una deliberazione unitaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché i motivi erano manifestamente infondati e miravano a ottenere una rivalutazione del fatto non consentita in sede di legittimità. Ha ribadito che il riconoscimento della continuazione richiede una verifica concreta di indici rivelatori dell’unicità del disegno criminoso e che, nel caso concreto, la motivazione della Corte di appello era logica e coerente nel negare la continuazione per l’occasionalità del contrasto da cui era derivato il tentato omicidio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p., comma 2

    La continuazione richiede un disegno criminoso unitario, cioè una programmazione iniziale, almeno per linee essenziali, di una pluralità di reati in vista di un unico fine; non basta la mera abitualità criminosa o una scelta di vita delittuosa.

  • art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    È richiamato solo come contesto della partecipazione al sodalizio di narcotraffico, ma la Corte non ne trae una regola autonoma; la sua menzione serve a escludere che la partecipazione all’associazione, di per sé, implichi l’unità del disegno criminoso rispetto ad altri reati.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione il giudice deve svolgere una verifica concreta degli indici rivelatori dell’unicità del disegno criminoso, valorizzando tempi, modalità, causali e rapporto tra i fatti, senza fermarsi a elementi astratti o meramente congetturali.
  • L’unicità del disegno criminoso non coincide né con una generica tendenza a delinquere né con una scelta di vita abitualmente criminosa; occorre una programmazione iniziale, almeno per linee essenziali, delle condotte future in funzione di un fine specifico.
  • La prova del disegno criminoso unitario è di natura indiziaria, ma gli indici valorizzati devono essere complessivamente significativi: la presenza di alcuni elementi, da soli, non basta se i reati successivi risultano comunque frutto di determinazioni estemporanee.
  • In sede esecutiva, come in cognizione, il riconoscimento della continuazione non può fondarsi su una lettura meramente assertiva o su connessioni logiche generiche tra reati; è necessaria una motivazione che dia conto dell’effettiva preordinazione almeno nelle linee essenziali.
  • In cassazione non è consentito sollecitare una nuova valutazione del merito sotto il profilo della diversa lettura degli indici di continuazione, quando la motivazione del giudice di merito sia coerente e immune da illogicità manifeste.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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