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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 20768/2021 del 21/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso per difetto/apparenza della motivazione, ha cassato la sentenza della CTR Venezia - Mestre e ha disposto il rinvio alla CTR Veneto in diversa composizione per decidere nel merito (anche sulle spese di legittimità). I restanti due motivi dell'Agenzia sono stati assorbiti e non esaminati.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia nasce dalla revoca, mediante avviso di liquidazione del 27/10/2007, delle agevolazioni ipotecarie concesse all'atto di registrazione di un contratto di apertura di credito garantito da ipoteca (art. 15 d.P.R. 601/1973). Le società titolari dei beni hanno proposto opposizione che è stata accolta in primo grado; la CTR ha respinto l'appello dell'Agenzia ritenendo che le clausole contrattuali non consentissero un recesso "ad nutum" della banca. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione per tre motivi: (1) difetto o apparente motivazione in quanto la CTR avrebbe fatto riferimento a un testo dell'art. 6 del contratto diverso da quello reale; (2) insufficienza e illogicità della motivazione in relazione agli artt. 1373 e 1456 c.c.; (3) violazione e falsa applicazione degli artt. 15 e 17 del d.P.R. n. 601/1973 sostenendo che il contratto permetteva il recesso in ogni momento. La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo perché la sentenza impugnata si fondava su riferimenti testuali inesatti al contratto (art. 6 e art. 2) ed ha quindi cassato la decisione per motivazione apparente, rinviando la causa alla CTR in diversa composizione.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 601 del 1973, art. 15

    "L'agevolazione prevista dall'art. 15 del d.P.R. n. 601 del 1973 per le operazioni di finanziamento a medio ed a lungo termine nel settore creditizio opera anche ove il contratto preveda la facoltà dell'istituto erogante di recedere per giusta causa, anche prima della scadenza del termine di diciotto mesi..."

    La Corte conferma l'orientamento secondo cui l'agevolazione può permanere anche se il contratto prevede il recesso per giusta causa prima di 18 mesi, poiché il recesso per giusta causa è riconducibile a circostanze oggettive verificabili e non trasforma la durata in elemento meramente variabile ad libitum della banca.

  • d.P.R. n. 601 del 1973, art. 17

    Richiamato dalla parte ricorrente in relazione alla regolazione delle imposte ipotecarie e delle relative liquidazioni; nel provvedimento di Cassazione non è stato invece possibile pronunciarsi sul suo concreto impiego in fatto a causa della cassazione per motivazione apparente.

  • Codice Civile, artt. 1373 e 1456

    Citate dall'Amministrazione per sostenere una presunta incompatibilità con le clausole contrattuali; la Corte ha ritenuto che la questione relativa all'interpretazione e compatibilità delle norme civilistiche non sia stata esaminata in Cassazione perché assorbita dal tema principale del difetto di motivazione.

  • Costituzione, art. 111, comma 6

    Richiama il minimo requisito di motivazione delle sentenze: la Corte ha ritenuto che la motivazione della CTR fosse "apparente" e quindi non consentisse il controllo sulla logicità e correttezza del ragionamento, violando la soglia minima di motivazione imposta dalla Costituzione.

  • Cass., Sez. 5, n. 9506 del 18 aprile 2018 (giurisprudenza richiamata)

    "L'agevolazione prevista dall'art. 15 del d.P.R. n. 601 del 1973 ... opera anche ove il contratto preveda la facoltà dell'istituto erogante di recedere per giusta causa..."

    Precedente confermato e applicato dalla Corte come principio interpretativo sulla compatibilità tra agevolazioni fiscali e clausole contrattuali che prevedono recesso per giusta causa.

  • d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis e legge di conversione n. 176/2020

    Norme procedurali che hanno permesso il trattamento del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale, come avvenuto nell'udienza del 4/5/2021.

Massime di principio

  • Un giudizio d'appello deve sempre motivare facendo riferimento al testo reale e corretto del contratto; l'uso di testi contraddittori o errati può determinare la cassazione per motivazione apparente.
  • Le agevolazioni previste dall'art. 15 d.P.R. 601/1973 possono mantenersi anche se il contratto prevede la facoltà di recesso per giusta causa prima del termine di 18 mesi: occorre valutare se il recesso è effettivamente soggetto a condizioni oggettive o se si tratta di una clausola di recesso "ad nutum".
  • In controversie tributarie su revoche di agevolazioni fiscali è fondamentale produrre il contratto integrale e gli allegati e verificare la corretta corrispondenza tra le clausole richiamate nelle decisioni giudiziarie e il testo contrattuale effettivo.
  • Errori di fatto o di citazione del contratto da parte del giudice possono essere impugnati con successo in Cassazione sul profilo della motivazione; questioni di diritto (es. interpretazione degli artt. 1373 e 1456 c.c. o applicazione degli artt. 15 e 17 DPR 601/1973) possono rimanere però non esaminate se prevale un vizio motivazionale.
  • Nel valutare clausole di recesso conviene distinguere tra recesso per "giusta causa" (soggetto a verifica oggettiva) e recesso "ad nutum" (mentre l'una è compatibile con le agevolazioni, l'altra può determinarne la perdita).
  • Se si è parte resistente (es. contribuente) e si ottiene decisione favorevole in primo o secondo grado, è comunque necessario verificare la correttezza formale dei motivi esposti dal giudice per evitare che la decisione stessa venga cassata per vizi di motivazione.

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