Sentenza del 09/11/2020 n. 829 - Comm. Trib. Reg. per le Marche
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Avviso di contestazione ex art. 8 comma 2 D.L. 16/2012 notificato ai soci per aver dedotto costi fittizi asseritamente documentati da fatture per operazioni inesistenti relative agli anni d'imposta 2006 e 2007 (fattura n.46/2006 emessa da V R SRL; fatture nn.3 e 35/2007 emesse da E C SRL) per un totale di euro 70.000,00. L'Ufficio ricostruiva il coinvolgimento della T C srl nel presunto sistema fraudolento denominato Off-Road e contestava l'invalidità delle fatture passive, invocando anche il raddoppio dei termini di accertamento sulla base degli obblighi di denuncia penale.
La decisione
La Commissione d'Appello ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato l'annullamento dell'avviso di contestazione nei confronti del contribuente (T. L.). La decisione si fonda su più elementi: regolare tenuta formale della contabilità; documentazione probatoria prodotta dal contribuente (tra cui pagamento tramite assegno circolare per le fatture 2007); mancanza di elementi specifici, gravi, precisi e concordanti idonei a dimostrare l'inconsistenza delle operazioni; rilievo dell'archiviazione del procedimento penale (decreto di archiviazione 2.7.2014) che ha dichiarato la notizia di reato infondata e altri provvedimenti penali/civili a favore dei soggetti coinvolti, i quali indeboliscono il quadro indiziario dell'Ufficio. Inoltre la Commissione rileva che la responsabilità dei soci è limitata alle somme eventualmente riscosse in liquidazione e che le censure dell'Ufficio sulla inattendibilità del bilancio erano generiche. Spese di lite integralmente compensate.
Norme richiamate
D.L. 16/2012, art. 8 comma 2
citato come titolo dell'avviso di contestazione
norma richiamata quale base formale dell'avviso di contestazione per operazioni ritenute inesistenti; utilizzata dall'Ufficio per motivare l'atto impositivo.
DPR 602/1973, art. 36
disciplinando la responsabilità dei soci per debiti tributari, la norma è interpretata insieme all'art. 2495 c.c. per stabilire che la responsabilità dei soci può essere limitata alle somme riscosse in sede di liquidazione.
Codice Civile, art. 2495, comma 2
stabilisce i limiti della responsabilità successoria dei soci dopo la cancellazione della società; applicato per affermare che i soci rispondono nei limiti di quanto percepito in liquidazione.
D.Lgs. 74/2000, art. 2
richiamato rispetto al procedimento penale
norma penale che punisce la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o documenti per operazioni inesistenti; il procedimento penale per i medesimi fatti si è concluso con decreto di archiviazione, elemento valutato dalla Commissione.
Codice di Procedura Penale, art. 331
menzionato nel ragionamento sul raddoppio dei termini
richiamato nel collegamento tra obbligo di denuncia penale e possibilità per l'Amministrazione di avvalersi del raddoppio dei termini di accertamento; la Corte richiede verifica puntuale della sussistenza di tale obbligo.
Codice di Procedura Penale, art. 654 e D.Lgs. 74/2000, art. 20
citati nel confronto processo penale/tributario
ribadiscono che il giudicato penale non è vincolante per il giudice tributario, ma l'esito penale è utilizzabile come elemento di prova o indizio da valutare nel processo tributario.
Circolare Ministero delle Finanze 154/2000
specifica che il giudicato penale può fare stato nel processo tributario solo se la pronuncia penale non si è basata su prove inammissibili nel processo tributario; utilizzata per sottolineare i limiti dell'uso del giudicato penale.
Massime di principio
- Per contestare fatture come relative a operazioni inesistenti l'Amministrazione deve fornire elementi indiziari gravi, precisi e concordanti; affermazioni generiche sul settore non sono sufficienti.
- Il contribuente può efficacemente contraddire l'accusa con documentazione contabile formale e prove di pagamento (bonifici, assegni circolari, estratti conto) e con giustificazioni sull'attività svolta.
- L'archiviazione del procedimento penale per gli stessi fatti non vincola il giudice tributario, ma costituisce un elemento probatorio rilevante che può indebolire l'accertamento fiscale e richiede un più solido quadro indiziario da parte dell'Ufficio.
- La responsabilità dei soci in caso di estinzione della società va valutata in relazione a quanto effettivamente riscosso in sede di liquidazione; contestazioni generiche dell'inattendibilità del bilancio non bastano a estendere automaticamente la responsabilità.
- Il raddoppio dei termini di accertamento invocato dall'amministrazione necessita di un effettivo obbligo di denuncia penale fondato su elementi concreti; va verificata la legittimità dell'uso del raddoppio nella specifica fattispecie.
- In ipotesi complesse e collegate a reti di soggetti, decisioni penali o tributarie favorevoli ad altri soggetti coinvolti possono essere utilizzate come argomento indiziario a favore del contribuente.
- In caso di documentazione contabile regolare e dichiarazioni presentate nei termini, l'Ufficio deve fornire prove specifiche di simulazione o mancata esecuzione delle prestazioni per superare la documentazione prodotta dal contribuente.
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