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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1323/2024 del 11/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania del 13/06/2023 che aveva accolto la richiesta di riesame dell'indagato avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione emesso dal GIP il 19/05/2023. Il Procuratore deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 644, commi 1 e 3, c.p. e dell'art. 2 della legge n. 108/1996 e censura la carenza di motivazione: in particolare contesta che il Tribunale abbia escluso il fumus del reato di usura per vari capi ritenendo non dimostrato il superamento del tasso soglia, avendo il giudice del riesame recepito le risultanze della consulenza della difesa (con diversa metodologia di calcolo che ha prodotto tassi inferiori) senza valutare che la discrepanza deriverebbe dall'uso di tassi calcolati su base giornaliera invece che mensile. Inoltre il Procuratore non ha censurato la valutazione sulla "ragionevolezza temporale" che aveva portato alla restituzione dei beni acquisiti nel 2008.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Ha rilevato che il ricorso conteneva una nuova ricostruzione di merito e calcoli non presenti negli atti (anche con tabella richiamata nel ricorso ma non in atti), operazione non consentita in sede di legittimità. Ha ritenuto inoltre che l'ordinanza impugnata contenesse motivazione esplicita e coerente circa l'esclusione del fumus per numerosi capi (richiamando le allegazioni documentali della difesa) e che il Procuratore non avesse censurato la principale ragione dell'annullamento del sequestro (la violazione del principio di "ragionevolezza temporale" rispetto all'acquisto dei beni nel 2008), determinando difetto di interesse a impugnare quanto a quel profilo. P.Q.M.: ricorso dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 644 c.p. (usura), commi 1 e 3

    La norma è richiamata in relazione alla necessità di provare il superamento del tasso soglia e il fumus del reato di usura; la Corte ha valutato che il riesame ha motivatamente escluso tale fumus per alcuni capi sulla base delle risultanze documentali e delle consulenze tecniche contrapposte

  • art. 2 legge n. 108/1996

    Norma richiamata in materia di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione; la Corte ha dato rilievo al principio della "ragionevolezza temporale", ritenendo che l'acquisto di beni avvenuto molti anni prima (2008) impedisca di applicare la presunzione di illecita acquisizione rispetto a reati commessi nel periodo 2018-2021

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito introdurre una nuova ricostruzione di merito o calcoli non presenti negli atti: il controllo è limitato a questioni di diritto e alla regolarità della motivazione
  • Il giudice del riesame può legittimamente escludere il fumus del reato se la motivazione richiama e valuta le consulenze e la documentazione difensiva, purché sia coerente, completa e ragionevole
  • Differenze apparenti nei tassi di interesse possono dipendere dalla diversa metodologia di calcolo (es. base giornaliera vs mensile); per contestare efficacemente una decisione occorre mettere in rilievo e documentare la metodologia corretta in sede competente
  • Il sequestro per sproporzione richiede una correlazione temporale ragionevole tra i reati contestati e l'acquisizione dei beni: acquisizioni molto anteriori al periodo criminoso possono escludere la presunzione di illiceità
  • Il Procuratore, per avere interesse ad impugnare una decisione, deve censurare tutte le ragioni decisive che hanno portato all'annullamento del provvedimento (es. violazione del principio di ragionevolezza temporale); l'omissione di tale censura può determinare l'inammissibilità o l'inefficacia dell'impugnazione

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