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Sentenza

Sentenza n. 1629/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento del Prefetto della Provincia di -OMISSIS- prot. -OMISSIS- del 08/03/2024, notificato in data 12/03/2024, con il quale è stato disposto il divieto di impiego in qualità di “steward” presso impianti sportivi; - nonché di ogni di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202401194

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: divieto prefettizio di impiego come steward presso impianti sportivi per carenza dei requisiti soggettivi di affidabilità

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il divieto adottato dal Prefetto, sostenendo che l'Amministrazione avesse fatto derivare automaticamente il giudizio negativo di buona condotta dal solo ammonimento del Questore, senza un'autonoma valutazione, con travisamento dei fatti, falso presupposto, difetto di istruttoria e di motivazione, irragionevolezza e sviamento. Ha inoltre dedotto l'illegittimità del provvedimento per avere ignorato la pendenza del giudizio dinanzi al TAR Emilia-Romagna, sede di Parma, contro l'ammonimento questorile e il successivo rigetto del ricorso gerarchico. Il Ministero ha chiesto il rigetto del ricorso e, in prossimità dell'udienza, un rinvio in attesa della definizione del giudizio sull'ammonimento. Il TAR ha respinto l'istanza di rinvio, ritenendo che non ricorressero i casi eccezionali previsti dall'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. e che l'esito del giudizio sull'ammonimento fosse ininfluente rispetto alla legittimità del distinto potere prefettizio esercitato al momento dell'adozione del divieto.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che il Prefetto disponesse di un'ampia discrezionalità nel valutare l'affidabilità e la buona condotta dello steward, in funzione della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, fermo l'obbligo di motivare adeguatamente la decisione. Il giudizio prefettizio può fondarsi anche su fatti non sfociati in una condanna penale o in una misura definitiva, purché concreti, certi, attendibili, ragionevoli e coerenti con l'attività autorizzata. Nel caso concreto, l'ammonimento questorile era pienamente efficace al momento dell'adozione del divieto e descriveva condotte aggressive e in parte violente, ritenute sufficientemente gravi e pertinenti rispetto alle mansioni di steward, caratterizzate dal contatto diretto con una moltitudine di persone e dal rilievo per la sicurezza negli impianti sportivi. La pendenza del giudizio contro l'ammonimento non rendeva illegittimo il divieto, poiché l'Amministrazione poteva utilizzare le circostanze fattuali risultanti da un provvedimento efficace e perché il divieto costituiva esercizio di un potere distinto e autonomo rispetto a quello relativo all'ammonimento. Eventuali sopravvenienze avrebbero potuto essere valutate dall'Amministrazione in occasione di un nuovo esercizio del potere. Spese di lite compensate.

Norme richiamate

  • art. 2-ter, comma 1, d.l. 8/2007

    Con decreto del Ministro dell'interno [...] sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi.

    Costituisce la base legislativa per la disciplina dei requisiti e delle modalità di selezione e formazione degli steward.

  • art. 7, commi 1 e 2, D.M. 13 agosto 2019

    Il prefetto della provincia, su segnalazione del questore, dispone il divieto di impiegare negli stadi gli steward che non posseggano anche uno solo dei requisiti previsti nell'allegato A.

    Attribuisce al Prefetto il potere di vietare l'impiego negli stadi quando manchi anche uno solo dei requisiti soggettivi previsti dall'allegato A.

  • punto 5, lett. a), Allegato A, D.M. 13 agosto 2019

    non trovarsi in una delle situazioni previste dall'art. 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931

    Individua tra i requisiti soggettivi dello steward l'assenza delle situazioni ostative previste dall'art. 11 TULPS.

  • art. 11, commi 1 e 2, r.d. 773/1931 (TULPS)

    Le autorizzazioni di polizia possono essere negate [...] a chi non può provare la sua buona condotta.

    Il comma 1 contempla ipotesi di diniego vincolato, mentre il comma 2 attribuisce all'Amministrazione un potere discrezionale di valutazione dell'affidabilità e della buona condotta, esercitabile sulla base di fatti concreti e pertinenti e soggetto a motivazione.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Il rinvio dell'udienza può essere disposto solo in presenza di casi eccezionali; tale presupposto non ricorreva perché l'esito del distinto giudizio sull'ammonimento era ininfluente ai fini della decisione.

  • art. 3 l. 241/1990

    Impone la motivazione del provvedimento; nel caso concreto il TAR ha ritenuto adeguatamente motivato il giudizio prefettizio di inaffidabilità.

Massime di principio

  • Nella valutazione dei requisiti soggettivi degli steward, il Prefetto esercita un potere discrezionale di apprezzamento dell'affidabilità e della buona condotta, finalizzato alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, pur dovendo esternare adeguatamente le ragioni della decisione.
  • Il giudizio prefettizio di inaffidabilità può fondarsi su un quadro indiziario composto da fatti concreti e certi, anche quando tali fatti non abbiano dato luogo a una condanna penale o a una misura di pubblica sicurezza definitiva, purché la valutazione sia attendibile, ragionevole e coerente con l'attività da svolgere.
  • Un provvedimento di ammonimento pienamente efficace al momento dell'adozione del divieto di impiego può costituire una fonte legittima di elementi fattuali per il giudizio discrezionale prefettizio sull'affidabilità, anche se l'ammonimento è stato impugnato e il relativo giudizio è pendente.
  • La pendenza di un giudizio contro l'ammonimento non impone la sospensione né rende di per sé illegittimo il distinto divieto prefettizio di impiego come steward, quando quest'ultimo costituisca esercizio autonomo di un diverso potere amministrativo e sia valutato secondo il principio tempus regit actum.
  • La valutazione dell'affidabilità richiesta per l'impiego come steward può tenere conto della gravità e della pertinenza di condotte aggressive o violente, in ragione del contatto diretto degli steward con una moltitudine di persone e della funzione ausiliaria rispetto alla sicurezza negli impianti sportivi.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaAffiliazione, tesseramento e ammissione ai campionatiResponsabile del procedimento e competenza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoSportProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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