Cassazione Penale, Sentenza n. 378/2022 del 10/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro la condanna per lesioni e ingiuria (artt. 582 e 594 c.p.). Nell'atto di appello aveva contestato l'attendibilita' della persona offesa e del testimone (per presunti pregiudizi verso l'origine nomade dell'imputata, per l'assenza di richiesta di intervento delle forze dell'ordine e per la mancata indicazione in pronto soccorso delle cause delle ferite) e aveva criticato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, richiamando il contesto socio-culturale e la scarsa gravita' del fatto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando senza rinvio l'ordinanza di inammissibilita' e trasmettendo gli atti alla Corte d'Appello di Bologna per il giudizio in diversa composizione. La Suprema Corte ha stabilito che l'appello non era aspecifico, ha richiamato il principio sulla proporzionalita' dell'onere di specificita' dei motivi (Sez. U.), e ha disposto che il giudice del rinvio valuti la depenalizzazione dell'ingiuria e la possibile prescrizione del reato piu grave.
Norme richiamate
artt. 582 e 594 cod. pen.
Indicano le fattispecie per cui la ricorrente era stata condannata (lesioni e ingiuria); la Corte ha disposto che la Corte d'Appello verifichi in sede di merito la maturazione della prescrizione e l'effetto della depenalizzazione dell'ingiuria.
Sez. U., n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli)
Richiamato il principio secondo cui l'onere di specificita' dei motivi d'impugnazione e' proporzionale alla specificita' delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata; criterio usato per ritenere non generico l'appello.
Depenalizzazione dell'ingiuria
La Corte ha segnalato che il giudice del rinvio dovra' valutare l'effetto della depenalizzazione sul capo di imputazione relativo all'ingiuria, potendo incidere sull'accertamento di responsabilita' o sulle pene applicabili.
Massime di principio
- Un provvedimento che dichiari inammissibile un appello per aspecificita' va valutato alla luce della specificita' sia esterna che interna dei motivi: se l'appello contesta punti fondamentali della motivazione di primo grado (es. attendibilita' di testi, riscontri medici) puo' non essere aspecifico.
- Quando la sentenza di primo grado ha motivazioni scarne o si fonda su un nucleo argomentativo semplice, l'onere di dettaglio nell'appello e' ridotto: basta contestare in modo mirato l'affidabilita' degli elementi su cui si e' basata la condanna.
- Le critiche sull'attendibilita' della persona offesa e dei testi (es. incoerenze, omessa richiesta d'intervento delle forze dell'ordine, mancata segnalazione ai medici) possono costituire motivo valido di appello se collegate logicamente alla decisione di primo grado.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche richiede motivazione concreta del giudice: se la motivazione del primo grado e' sostanzialmente una non-motivazione, la parte puo' efficacemente impugnare tale omissione in appello.
- Se nel frattempo il fatto e/o la condotta e' stata depenalizzata o e' maturata la prescrizione, il giudice d'appello (o quello di rinvio) deve verificare questi eventi sopravvenuti, che possono comportare l'annullamento o la modifica della decisione di condanna.
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