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Sentenza

Sentenza del 07/04/2017 n. 235 - Comm. Trib. Prov. Bergamo

ATTO IMPOSITIVO - Motivazione dell'atto - Obbligo - Diritto di difesa del contribuente - Presupposti - Tempestività e determinatezza degli elementi conoscitivi forniti al contribuente - Sussistenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il principio affermato è favorevole alla tutela del contribuente: l’obbligo di motivazione non è soddisfatto da indicazioni generiche o incomprensibili. Gli elementi conoscitivi devono essere messi a disposizione tempestivamente e con un livello di precisione tale da consentire un esercizio non difficoltoso del diritto di difesa. Il testo non specifica l’esito concreto del giudizio né indica se l’atto sia stato annullato.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contestazione riguarda l’adeguatezza della motivazione dell’atto impositivo. Il contribuente deve poter conoscere tempestivamente e in modo determinato, chiaro e intelligibile i presupposti e gli elementi della pretesa fiscale, così da valutare se impugnare l’atto e, in caso affermativo, contestare efficacemente sia l’an sia il quantum debeatur.

Norme richiamate

  • Obbligo di motivazione dell’atto impositivo

    La motivazione deve rendere conoscibili al contribuente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, in modo tempestivo, determinato e intelligibile, permettendo di contestare efficacemente l’an e il quantum debeatur.

  • Cassazione civile, n. 21564/2013

    La pronuncia è richiamata a conferma del principio secondo cui la motivazione dell’atto impositivo deve consentire al contribuente una conoscenza effettiva e non difficoltosa della pretesa tributaria e l’esercizio pieno del diritto di difesa.

Massime di principio

  • Un atto impositivo deve spiegare in modo concreto e comprensibile perché il tributo è richiesto e come è stato determinato.
  • La motivazione deve essere disponibile al contribuente entro i termini utili per decidere se impugnare l’atto e per predisporre una difesa efficace.
  • Indicazioni tardive, generiche, incomplete o meramente apparenti possono compromettere il diritto di difesa e rendere illegittimo l’atto.
  • Per valutare la sufficienza della motivazione occorre verificare se il contribuente, sulla base dell’atto e degli eventuali documenti richiamati e conoscibili, possa contestare sia l’esistenza del debito fiscale sia il suo ammontare.
  • Il principio tutela il contribuente, ma l’insufficienza della motivazione deve essere valutata concretamente in relazione al contenuto dell’atto e alla possibilità effettiva di comprendere la pretesa.

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