Sentenza n. 29/2026 - Salerno, Sezione 3
per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio - inadempimento formatosi sulla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno e conseguente definizione della istanza di conclusione del procedimento amministrativo inoltrata a mezzo PEC in data 09.02.2024; dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere sulla istanza di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno in lavoro subordinato – giusta identificativo -OMISSIS- del 27.03.2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sulla richiesta di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto di avere presentato il 23 marzo 2023 un'istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale in permesso per lavoro subordinato non stagionale. A fronte dell'inerzia dell'amministrazione, ha trasmesso una PEC di sollecito il 9 febbraio 2024 e, persistendo il mancato riscontro, ha proposto ricorso per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento e per la declaratoria dell'obbligo di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Il ricorso era fondato sulla violazione dell'art. 97 Cost. e dell'art. 2 l. 241/1990.
La decisione
Nel corso del giudizio l'amministrazione ha comunicato che il procedimento si era concluso positivamente: il ricorrente era stato convocato presso l'ufficio competente e gli era stato rilasciato il Modello 209, prodromico all'ottenimento del permesso di soggiorno. Il ricorrente ha confermato l'intervenuta soddisfazione della propria pretesa. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il rilascio del titolo richiesto aveva integralmente soddisfatto il bene della vita perseguito. Le spese sono state liquidate secondo il criterio della soccombenza virtuale e poste a carico dell'amministrazione, per complessivi 1.000 euro oltre accessori; il contributo unificato è stato posto a carico del Ministero dell'Interno.
Norme richiamate
art. 97 Cost.
La violazione dei principi di buon andamento e imparzialità è stata dedotta quale fondamento del ricorso contro l'inerzia amministrativa, senza una specifica ulteriore elaborazione nella sentenza.
art. 2 l. 241/1990
È stato invocato quale fondamento dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Richiamato nel procedimento, in relazione alla definizione della controversia a seguito della sopravvenuta soddisfazione della pretesa, cui è conseguita la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare il ricorrente.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale base per l'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La sopravvenuta conclusione positiva del procedimento amministrativo e il conseguente conseguimento integrale del bene della vita richiesto determinano la cessazione della materia del contendere nel giudizio instaurato contro il silenzio-inadempimento.
- Quando l'amministrazione provvede durante il giudizio soddisfacendo integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice non deve più ordinare la conclusione del procedimento, ma deve dichiarare cessata la materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione la cui inerzia aveva reso necessario il ricorso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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