Cassazione Penale, Sentenza n. 20644/2022 del 26/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la revoca parziale della confisca disposta dalla Corte territoriale, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione. In particolare hanno sostenuto che la Corte di appello non ha osservato la regola di giudizio dettata dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 54410/2018, limitando l'esame al solo criterio temporale (acquisizioni anteriori ai fatti) e non effettuando una valutazione concreta e comparativa tra gli acquisti immobiliari e le accumulazioni patrimoniali lecite documentate tramite la consulenza tecnica (CT geom. P. Cerullo). I ricorrenti affermavano che il patrimonio familiare, ricostruito nel suo complesso, dimostrava la legittima provenienza delle somme investite e che la Corte di appello non avrebbe adeguatamente considerato chi, nel nucleo familiare, aveva contribuito ai singoli acquisti e con quale entità e tempistica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi aspecifici e manifestamente infondati. Ha ritenuto che la Corte di appello, nel giudizio di rinvio, avesse effettivamente esaminato le allegazioni difensive e la consulenza, constatando però l'insufficienza dei redditi e delle dichiarazioni fiscali del periodo rilevante (in particolare per Ugo Di Puorto negli anni prossimi ai fatti non risultavano redditi dichiarati o risultavano pensioni modeste). La Corte ha osservato che i ricorrenti non hanno contestato puntualmente le argomentazioni della decisione impugnata e non hanno dimostrato in modo specifico la correlazione tra singoli acquisti e apporto economico dei singoli membri del nucleo familiare. Ha quindi respinto le censure come inammissibili, confermando la conferma della confisca allargata per la parte non revocata, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a versare, in via equitativa, 3.000 euro ciascuno alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 12-sexies legge 27 novembre 1992 n. 356
Norma che disciplina la confisca allargata e la presunzione di sproporzione fra patrimonio e redditi dichiarati; la giurisprudenza di merito deve verificare la compatibilità tra valore dei beni e capacità reddituale lecita dei destinatari
sentenza Corte di Cassazione n. 54410 del 18/10/2018
Decisione rescindente che ha ritenuto carente la motivazione della Corte d'appello perché non aveva adeguatamente valutato gli elementi difensivi e la relazione tecnico-ricostruttiva del patrimonio familiare, rimettendo la valutazione al giudice di merito con l'indicazione di fornire una motivazione specifica
sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n. 186
Richiamata in relazione alla condanna alla somma a titolo di ammenda, utilizzata per giustificare l'applicazione del pagamento equitativo a favore della cassa delle ammende
principio giurisprudenziale su inammissibilità per motivi aspecifici (giurisprudenza di Cassazione richiamata)
Il ricorso per cassazione deve contenere censure specifiche e il confronto puntuale con le argomentazioni della decisione impugnata; motivi generici o non correlati alla motivazione del provvedimento sono inammissibili
Massime di principio
- In casi di confisca allargata ex art. 12-sexies l'accertamento del nesso tra beni e redditi leciti richiede una comparazione puntuale: il giudice deve verificare se il valore dei singoli acquisti sia compatibile con le disponibilità effettivamente documentate e dimostrate per il periodo e per i soggetti che hanno effettivamente contribuito
- Se la difesa produce una consulenza per dimostrare accumulazioni patrimoniali lecite, il giudice di merito è tenuto ad esaminarla e a motivare specificamente l'accoglimento o la confutazione delle sue conclusioni; una valutazione meramente generica o richiamo astratto alla giurisprudenza non è sufficiente
- Il ricorrente in Cassazione deve formulare censure specifiche e puntuali, indicando esattamente in cosa la motivazione impugnata sarebbe carente o illegittima; l'assenza di tale confronto serrato rende il ricorso inammissibile
- La Corte di Cassazione non sostituisce il giudice di merito nella valutazione della prova: se la sentenza rescindente ordina nuovo esame per carenza motivazionale, il giudice di rinvio deve rinnovare la valutazione delle prove e motivare; la Cassazione verifica la correttezza del procedimento e della motivazione, non rivede autonomamente l'apprezzamento probatorio
- Nell'uso di dati aggregati del nucleo familiare per giustificare acquisti di singoli beni è necessario documentare chi ha materialmente contribuito, in quale misura e in quali tempi; altrimenti il dato complessivo può essere ritenuto insufficiente per giustificare singoli investimenti
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