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Sentenza

Sentenza n. 2678/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza al giudicato formatosi con sentenza n. 384/2025 pubbl. il 12/06/2025 emessa dal Tribunale di Pavia ed esecutiva ex lege.

Giustizia amministrativa202600215

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale ordinario che aveva riconosciuto la carta docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Pavia, che aveva condannato l'Amministrazione a riconoscere la carta docente per l'importo di 500 euro annui relativamente agli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, per complessivi 1.000 euro. La sentenza era stata notificata al Ministero il 14 giugno 2025 ed era divenuta irrevocabile. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato l'accredito delle somme sulla carta docente, avvenuto il 15 aprile 2026, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Il ricorso è stato ritenuto procedibile perché era decorso, dalla notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'Amministrazione aveva integralmente adempiuto al giudicato mediante l'accredito delle somme dovute sulla carta docente. Ha tuttavia posto le spese di giudizio a carico del Ministero in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché l'adempimento è intervenuto successivamente alla proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore della ricorrente dichiaratosi antistatario, nonché con onere del contributo unificato secondo legge, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza; il ricorso è stato proposto per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso in ottemperanza è stato ritenuto procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza all'Amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario nei confronti di una pubblica amministrazione, il ricorso è procedibile quando sia decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997.
  • L'integrale adempimento dell'Amministrazione al giudicato intervenuto nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse attuale alla prosecuzione dell'azione di ottemperanza.
  • Quando l'Amministrazione adempie al giudicato solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico secondo il principio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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