Cassazione Penale, Sentenza n. 45248/2024 del 10/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del GIP che ordinava la formulazione dell'imputazione nei confronti degli indagati Brunetti Angelo, Brunetti Antonio Emilio, Di Vita (Vincenzo/Alfonso) e Bonifacino Fabrizio per i reati indicati agli artt. 452 septies, 452 terdecies e 483 c.p., deducendo violazione di legge per abnormità dell'atto. Si contesta che tali ipotesi di reato non erano state iscritte nel registro ex art. 335 c.p.p. né erano state oggetto di indagine, per cui gli indagati non avevano avuto la possibilità di difendersi e il provvedimento avrebbe espropriato il PM della sua discrezionalità di esercitare l'azione penale secondo le autonome determinazioni risultanti dalle indagini; richiamata la giurisprudenza di Sezioni Unite che qualifica tale condotta del GIP come atto abnorme.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha dichiarato abnorme l'ordine del GIP nella parte in cui imponeva la formulazione dell'imputazione per i reati non oggetto della richiesta di archiviazione e non investigati (artt. 483 c.p., 452 septies c.p., 452 terdecies c.p.). Ha annullato senza rinvio tale punto dell'ordinanza e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna affinche provveda all'iscrizione della notizia di reato relativa ai delitti indicati nel registro di cui all'art. 335 c.p.p.
Norme richiamate
art. 409, comma 5, cod. proc. pen.
Il GIP non può, con ordine di formulazione dell'imputazione ex art. 409 comma 5, imporre al pubblico ministero l'iniziativa per reati diversi da quelli oggetto della richiesta di archiviazione quando ciò configura un'ipotesi di esorbitazione dai poteri previsti e determina abnormità dell'atto.
art. 335, cod. proc. pen.
La notizia di reato deve essere iscritta nel registro ex art. 335: la decisione di iscrivere compete al pubblico ministero, e la Corte dispone la trasmissione degli atti al PM per l'iscrizione quando il GIP abbia ordinato impropriamente la formulazione dell'imputazione.
art. 483, cod. pen.
Il reato di falso ideologico (art. 483 c.p.) non poteva essere imposto dal GIP se non era stato oggetto di indagine né iscritto, e l'ordine in tal senso è stato annullato per abnormità.
artt. 452 septies e 452 terdecies, cod. pen.
Le contestazioni penali menzionate non erano comprese nella richiesta di archiviazione né nelle indagini svolte; la formulazione coatta dell'imputazione per tali articoli è stata qualificata come atto abnorme che limita la discrezionalità del PM.
Altre norme richiamate (art. 610 c.p., art. 452 quinquies c.p.)
Rilevate come riferimenti alle ipotesi di reato originarie nei confronti degli indagati; la Corte segnala che il GIP non si era pronunciato su tali reati nella medesima ordinanza.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (sentenze citate)
ex multis Sez. Un. n. 10728/2021, Sez. Un. n. 40984/2018, Sez. Un. n. 25957/2009, Sez. Un. n. 26/1999, Sez. Un. n. 17/1997
Consolidato principio che integra atto abnorme il provvedimento del GIP che, non accogliendo archiviazione, ordini la formulazione di imputazione per reati diversi da quelli oggetto della richiesta, espropriando la discrezionalità del PM e determinando una regressione anomala del procedimento.
Massime di principio
- Il GIP non può imporre al pubblico ministero di formulare l'imputazione per reati che non siano stati iscritti nel registro ex art. 335 c.p.p. e non siano stati oggetto di indagine: tale ordine è suscettibile di annullamento per abnormità.
- La diversificazione della qualificazione giuridica è consentita se è mera diversa qualificazione dei medesimi fatti già indagati; invece, se la nuova qualificazione si basa su fatti non indagati o su reati non iscritti, si configura abnormità.
- Se il GIP ordina imputazioni su reati non investigati, la Corte può annullare senza rinvio e ordinare la trasmissione degli atti al PM affinché valuti l'iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall'art. 335 c.p.p.
- Per evitare contestazioni di abnormità il pubblico ministero dovrebbe iscrivere e svolgere indagini adeguate sulle ipotesi di reato emergenti prima che il GIP emetta un provvedimento di ordine di imputazione; la difesa deve vigilare sul diritto di poter esercitare la piena facoltà di difesa.
- In caso di dubbio tra diversa qualificazione lecita e nuova ipotesi non indagata, la giurisprudenza tende a proteggere la discrezionalità d'azione del PM e il diritto di difesa, sanzionando come abnorme l'interferenza giudiziale che precluda tali prerogative.
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