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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2772/2025 del 23/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto della richiesta di riparazione per ingiusta detenzione; Santillo era stato posto in custodia cautelare per 33 giorni (7/12/2017-8/1/2018) per accuse di estorsione aggravata (capi B, C, D) e violenza privata aggravata (capo E). La difesa denunciava violazione di legge (art. 314 c.p.p.) e vizio di motivazione: l'ordinanza impugnata avrebbe motivato soltanto con la trascrizione di brani di intercettazioni tra Santillo e Bruno Zoccali, senza valutazione critica né spiegazione del nesso probatorio rispetto alla costrizione e all'aggravante mafiosa. Si contestava altresì che dalle conversazioni non emergesse soggezione o metodo mafioso e che l'affermazione di appartenenza a consorteria mafiosa fosse generica e non documentata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto insufficiente e illogica la motivazione della Corte territoriale, che si era limitata a trascrivere intercettazioni senza spiegare perché il loro contenuto dimostrasse la pretesa condotta estorsiva e la soggezione con metodo mafioso; inoltre l'attribuzione di appartenenza mafiosa è stata considerata genericamente accennata e non adeguatamente illustrata. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per un nuovo giudizio alla Corte d'appello di Catanzaro, demandando a quella Corte anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Richiamato quale norma violata dal ricorrente (denunzia di violazione di legge), relativo alla motivazione e ai requisiti del provvedimento giurisdizionale

  • art. 112, n. 1 cod. pen.

    Citata in relazione ad una aggravante che il Tribunale per il riesame aveva escluso quanto al capo B; la materia dell'aggravante è stata considerata dal giudice di merito ma non ritenuta sufficientemente documentata nel provvedimento impugnato

  • art. 7 legge 12 luglio 1991, n. 203

    Aggravante di "metodo mafioso" richiamata nella contestazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che l'attribuzione di tale aggravante nella motivazione della Corte territoriale fosse generica e non adeguatamente dimostrata

  • Giurisprudenza della Cassazione (es.: Sez. 6, n. 1269/2012 Marrone e altri; Sez. 6, n. 15733/2003 Rinella; altre pronunce richiamate)

    Principio applicato: la mera trascrizione di intercettazioni può costituire motivazione sufficiente solo se il contenuto è chiaro e la vicenda lineare al punto da rendere la prova "auto-evidente"; in assenza di tale chiarezza è necessaria valutazione critica e specificazione delle ragioni per cui le intercettazioni sostengono la tesi accusatoria

Massime di principio

  • La semplice trascrizione di intercettazioni non basta: il giudice deve spiegare in che modo il contenuto dimostra specifici elementi del reato (es. costrizione, metodo mafioso) oppure la motivazione è insufficiente.
  • La prova si può ritenere "auto-evidente" e quindi la trascrizione può essere sufficiente solo se le conversazioni sono chiare e la vicenda è lineare; in caso contrario è necessaria una valutazione critica e argomentata.
  • L'attribuzione di appartenenza a consorteria mafiosa richiede elementos concreti e non può essere lasciata a mere affermazioni generiche: va documentata la fama criminale, la conoscenza da parte degli interlocutori o condotte indicanti metodo mafioso.
  • Se la motivazione del provvedimento che limita diritti (es. custodia cautelare) è lacunosa o illogica, la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio; dunque in situazioni analoghe è probabile il rinvio quando mancano spiegazioni sul nesso probatorio.
  • Nelle richieste di indennizzo per ingiusta detenzione la Corte valuta anche se, ex ante, la condotta dell'interessato integrava una colpa grave ostativa: tuttavia tale valutazione deve essere ben motivata e non basata su deduzioni generiche.
  • Per i difensori: contestare puntualmente la mancanza di valutazione critica delle intercettazioni e l'assenza di elementi concreti sulla mafiosità può condurre all'annullamento del provvedimento e al rinvio.

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