Sentenza n. 1659/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Questore di Crotone di rigetto dell'istanza di permesso di soggiorno
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Crotone che aveva rigettato l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno. Il diniego era fondato su due motivi autonomi: la presentazione dell'istanza oltre il termine di otto giorni dall'ingresso nel territorio nazionale e l'assenza di un visto d'ingresso idoneo per finalità diverse da quelle turistiche. Il ricorrente ha contestato esclusivamente il primo motivo, sostenendo la non perentorietà del termine. Non è stata formulata alcuna censura contro il secondo motivo, relativo alla mancanza del visto d'ingresso. Il ricorrente ha inoltre dedotto l'illegittimità del rigetto senza preavviso, ma il giudice ha ritenuto tale profilo irrilevante in ragione del carattere vincolato del provvedimento fondato anche sul motivo non contestato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Il diniego si fondava su una pluralità di motivi autonomi e ciascuno era astrattamente idoneo a sorreggere integralmente il provvedimento. Poiché il ricorrente aveva contestato soltanto il termine di presentazione dell'istanza, senza censurare l'assenza del visto d'ingresso idoneo, anche l'eventuale accoglimento della censura proposta non avrebbe consentito l'annullamento dell'atto: il provvedimento sarebbe comunque rimasto sorretto dal motivo non impugnato. Il giudice ha inoltre ritenuto irrilevante il mancato preavviso di rigetto, trattandosi di un provvedimento a contenuto vincolato. È stata respinta la domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato e il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese di lite in favore del Ministero dell'Interno, liquidate in 2.000 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Sentenza ex art. 60 c.p.a.
La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- Quando un provvedimento amministrativo è fondato su più motivi autonomi, ciascuno dei quali è idoneo a sorreggerlo integralmente, il ricorso è inammissibile per difetto di interesse se il ricorrente non contesta specificamente almeno uno di tali motivi, poiché l'eventuale accoglimento delle censure proposte non determinerebbe l'eliminazione dell'atto.
- L'impugnazione di un solo motivo posto a fondamento di un diniego non è sufficiente a radicare l'interesse al ricorso quando un diverso motivo autonomo, non censurato, sia da solo idoneo a mantenere in vita il provvedimento.
- Quando il diniego amministrativo è vincolato e risulta comunque giustificato da un motivo autonomo non contestato, l'eventuale mancato preavviso di rigetto non incide sull'esito del giudizio.
Come è indicizzato
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