Cassazione Penale, Sentenza n. 20534/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Tribunale di Pordenone, in funzione di giudice dell'esecuzione, dichiarò la propria incompetenza territoriale e sollevò conflitto negativo contro il Tribunale di Venezia relativamente a una istanza di riconoscimento del vincolo di continuazione tra più condanne presentata dal difensore di Koubyb Bkhairia. Venezia, con ordinanza del 7/4/2023, aveva già trasmesso gli atti assumendo come ultima sentenza irrevocabile quella del 4/6/2020 del Tribunale di Pordenone (irrevocabile 21/7/2020) ed escludendo la sentenza del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro del 3/2/2022 ritenendola emessa da giudice speciale. Pordenone rilevò invece che l'ultima sentenza irrevocabile rilevante era la n.2413/2019 del Tribunale di Venezia, divenuta definitiva l'11/6/2022, e sollevò quindi il conflitto
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato che il conflitto è di competenza e ha risolto affermando la competenza del Tribunale di Venezia: gli atti devono essere trasmessi a Venezia. La Corte ha motivato la decisione sul principio consolidato secondo cui, in materia di esecuzione, il giudice competente per decidere sulla richiesta di riconoscimento della continuazione è quello che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, e che la competenza funzionale si radica al momento della presentazione della domanda (principio della perpetuatio jurisdictionis). La Corte ha inoltre precisato che il Tribunale per i Minorenni è un giudice ordinario specializzato e non un giudice "speciale" ai sensi dell'art. 665, comma 4, cod. proc. pen., quindi la sentenza per minorenni concorre nel computo delle sentenze rilevanti qualora sia quella divenuta irrevocabile per ultima.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Definizione della fattispecie dei conflitti di competenza (entrambi i giudici hanno declinato la competenza); criterio procedurale per inquadrare il conflitto tra autorità giudiziarie
art. 30 cod. proc. pen.
Norme sulla devoluzione dei conflitti di competenza alla Corte di Cassazione per la decisione (procedura di rimessione)
art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce che, in presenza di più sentenze di condanna da eseguire, il giudice competente ad eseguire (anche per il riconoscimento della continuazione) è quello la cui decisione è divenuta irrevocabile per ultima; la Corte applica tale criterio per individuare la competenza del giudice dell'esecuzione
Massime di principio
- Per la richiesta di riconoscimento della continuazione tra condanne l'autorità competente è il giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; dunque, verificare sempre la data di irrevocabilità delle singole sentenze
- La competenza funzionale si determina al momento della presentazione della domanda (principio della perpetuatio jurisdictionis): una successiva pronuncia irrevocabile non sposta la competenza già consolidata con la domanda depositata
- Il Tribunale per i Minorenni è considerato giudice ordinario specializzato e quindi le sue sentenze concorrono al computo delle sentenze rilevanti ai fini dell'art. 665 c.4; non può essere automaticamente escluso come 'giudice speciale'
- In caso di contrasto tra giudici che declinano vicendevolmente la competenza, il conflitto va devoluto alla Corte di Cassazione ai sensi degli artt. 28 e 30 cod. proc. pen. per la soluzione definitiva
- Prima di presentare o ricevere istanze esecutive, è prudente controllare e documentare le date di irrevocabilità e gli eventuali ordini di esecuzione già emessi per evitare contestazioni di competenza
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