Cassazione Penale, Sentenza n. 14530/2023 del 05/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 19 luglio 2022 che aveva rigettato l'istanza di revoca del sequestro preventivo: il ricorrente deduceva la violazione di legge avendo la Corte di cassazione, in precedente pronuncia, annullato senza rinvio la conferma della misura cautelare personale (custodia) ritenendo insussistenti gravi indizi. Sosteneva che tale annullamento avrebbe inciso anche sul "fumus commissi delicti" alla base del sequestro e che il tribunale del riesame non aveva adeguatamente valutato la mancanza di attualità e la persistenza della necessità delle misure cautelari reali.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, pur essendo possibile un riesame rigoroso delle misure cautelari, la questione sulla sussistenza del "fumus" relativo a misure reali è preclusa dopo l'emissione del decreto che dispone il rinvio a giudizio (o del decreto che dispone il giudizio immediato), poiché tale decreto comporta una valutazione giudiziale preventiva sulla consistenza dell'accusa. Ha ritenuto corretta l'applicazione da parte del Tribunale di Trento dei principi che distinguono le misure personali da quelle reali e ha osservato che il tribunale aveva inoltre valutato il pericolo di dispersione dei beni. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Corte costituzionale, sentenza n. 224 del 2001
a seguito delle importanti innovazioni introdotte, in particolare, dalla legge 16 dicembre 1999, n. 479, l'udienza preliminare ha subito una profonda trasformazione sul piano sia della quantità e qualità di elementi valutativi, che vi possono trovare ingresso, sia dei poteri correlativamente attribuiti al giudice
La Corte costituzionale ha evidenziato l'ampliamento del ruolo dell'udienza preliminare, che ha influito sulla qualità della valutazione prognostica compiuta dal giudice in fase di rinvio a giudizio, pur senza trasformarla in un giudizio anticipato di merito.
Sezioni Unite, sentenza n. 39915 del 30/10/2002 (Vottari)
Conferma che il giudice dell'udienza preliminare, nell'emettere il decreto di rinvio a giudizio, effettua una valutazione prognostica della sostenibilità dell'accusa in dibattimento, ma non può decidere in termini di anticipata innocenza/colpevolezza; tale valutazione incide sulla legittimità delle misure cautelari.
Art. 425 c.p.p. (terzo comma) e correlati
La disciplina del rinvio a giudizio impone una valutazione prognostica degli elementi probatori; tale valutazione costituisce garanzia e include, secondo la corte, la verifica necessaria a precludere la riesaminabilità del fumus per misure reali dopo il decreto di rinvio a giudizio.
Art. 273 c.p.p. (gravita' degli indizi)
La differenza tra il livello probatorio richiesto per le misure personali (gravi indizi) e quello richiesto per le misure reali (fumus commissi delicti) giustifica trattamenti diversi: tuttavia il decreto di rinvio a giudizio implica una valutazione che sovrappone in concreto anche la verifica del fumus per le misure reali.
Art. 616 c.p.p.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (es. Sez. 2, n. 52255 del 28/10/2016; Sez. 5, n. 50521 del 20/09/2018)
Costante orientamento che afferma la preclusione alla proponibilità della questione del fumus per il sequestro dopo il decreto di rinvio a giudizio o il decreto di giudizio immediato; tale orientamento giustifica il rigetto dei ricorsi analoghi.
Massime di principio
- Se nei confronti dell'indagato \'\'\egrave; stato emesso un decreto che dispone il rinvio a giudizio o il giudizio immediato\'\' la questione sulla sussistenza del fumus commissi delicti, ai fini del sequestro preventivo, risulta in genere preclusa.
- La rimozione o l'annullamento di una misura cautelare personale (es. custodia) non incide automaticamente sulla validità delle misure cautelari reali se nel frattempo \"le imputazioni sono state cristallizzate\" da un decreto che dispone il giudizio.
- Le misure cautelari personali richiedono un livello probatorio più elevato (gravi indizi) rispetto alle misure reali (fumus); la valutazione del giudice dell'udienza preliminare al rinvio comprende in concreto anche la verifica del fumus per le misure reali.
- Il tribunale del riesame può e deve verificare la concretezza e la serietà degli elementi indiziari per il sequestro, ma questa verifica può essere preclusa dalla precedente pronuncia che dispone il rinvio a giudizio.
- Per ottenere la revoca del sequestro dopo il decreto di rinvio, non basta richiamare l\'annullamento di una misura personale: occorre dimostrare specificamente che sono venuti meno gli elementi oggettivi che giustificano il pericolo di dispersione o l\'altra esigenza che ha retto il sequestro.
- In sede di riesame il giudice deve motivare puntualmente la permanenza del pericolo di dispersione dei beni quando lo indica quale motivo per il mantenimento del sequestro.
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