Cassazione Penale, Sentenza n. 24877/2022 del 28/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Venezia che aveva dichiarato non punibile Donatella Utzeri per particolare tenuità dei fatti ai sensi dell'art. 131-bis c.p., rilevando che tale norma era inapplicabile perché, secondo il ricorrente, all'imputata era stata attribuita un'aggravante per furto (art. 625 c.p., comma 1, n. 6) che avrebbe superato il limite edittale previsto per l'applicazione dell'art. 131-bis. Il ricorso ha contestato che il giudice di merito avesse eliso la preclusione normativa mediante un bilanciamento in termini di equivalenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha stabilito che, se il limite edittale previsto dall'art. 131-bis è superato a causa di una circostanza aggravante (la decisione richiama l'art. 625, comma 1, n. 5), tale superamento non può essere neutralizzato dal giudice di merito mediante un bilanciamento di equivalenza, in ragione del chiaro dettato del quarto comma dell'art. 131-bis. Ne è conseguito l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio al Tribunale di Verona per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
La Corte interpreta l'art. 131-bis nel senso che il superamento del limite edittale previsto dalla norma, anche a causa di circostanze aggravanti, preclude l'applicazione della riduzione e tale preclusione non può essere elusa dal giudice di merito tramite un bilanciamento in termini di equivalenza (richiamo al quarto comma).
art. 625, primo comma, cod. pen.
La pronuncia rileva che l'esistenza di una circostanza aggravante prevista nel comma 1 (la decisione richiama specificamente la n. 5) può determinare il superamento del limite edittale che impedisce l'applicazione dell'art. 131-bis.
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176
Norma procedurale menzionata per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale nel procedimento di cassazione; non incide sul merito della questione sostanziale relativa all'art. 131-bis.
Massime di principio
- Se l'applicazione dell'art. 131-bis è impedita dal superamento del limite edittale dovuto a circostanze aggravanti, il giudice non può elidere tale preclusione mediante un bilanciamento in termini di equivalenza.
- In casi di condotte per le quali è contestata un'aggravante che aumenta il massimo edittale, occorre verificare preventivamente se quella circostanza rende impossibile l'applicazione delle cause di non punibilità o delle riduzioni previste dall'art. 131-bis.
- La parte pubblica (Procuratore generale o pubblico ministero) può impugnare la decisione che applica erroneamente l'art. 131-bis quando vi sia motivo di ritenere che il limite edittale sia stato superato per effetto di aggravanti.
- Se la cassazione accerta una errata applicazione dell'art. 131-bis per superamento del limite edittale, la soluzione corretta è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, non la correzione in sede di legittimità.
- In sede di valutazione dell'applicabilità di misure o cause di non punibilità fondate su limiti edittali, è necessario distinguere chiaramente tra valutazione di fatto (accertamento dell'aggravante) e applicazione di diritto (effetto preclusivo dell'art. 131-bis).
Testo integrale
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