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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I862 n. 30653 del 23/05/2023

AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI VITTO E SOPRAVVITTO DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI

AGCMI862

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha esaminato una possibile intesa tra Ditta Domenico Ventura S.r.l., SAEP S.p.A., Rag. Pietro Guarnieri – figli – S.r.l., Pastore S.r.l. e Impresa D’Agostino S.r.l. in relazione a procedure pubbliche per l’affidamento dei servizi di vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari, limitatamente al Centro-Sud. L’istruttoria era stata avviata dopo una segnalazione del PRAP Campania e si fondava su indizi di partecipazione a scacchiera, offerte eterogenee e mancata sovrapposizione competitiva. Gli accertamenti ispettivi e le altre risultanze istruttorie non hanno però confermato l’esistenza di un cartello o di una pratica concordata; l’Autorità ha quindi deliberato che sono venuti meno i motivi di intervento e ha chiuso il procedimento senza accertare la violazione dell’art. 101 TFUE.

Ventura, SAEP, Guarnieri, Pastore e D’Agostino: presunta intesa nelle gare per il vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari del Centro-Sud, archivio per mancanza di elementi

Affidamento dei servizi di vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari: archiviazione per mancanza di elementi

L’Autorità ha esaminato una possibile intesa restrittiva tra Ventura, SAEP, Guarnieri, Pastore e D’Agostino in relazione a procedure pubbliche di affidamento dei servizi di vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari, limitatamente al territorio del Centro-Sud. Il procedimento è stato chiuso senza accertamento dell’infrazione, ritenendo non provata la sussistenza di un accordo o di una pratica concordata ex art. 101 TFUE.

Parti e avvio del procedimento

Il procedimento era stato avviato il 2 novembre 2022 ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990, in relazione a gare bandite dall’Amministrazione Penitenziaria e indette localmente dai Provveditorati regionali. Le imprese coinvolte operano nel settore delle forniture alimentari e dei servizi di ristorazione/confezionamento pasti, con fatturati rilevanti e attività legate, in vario modo, alla fornitura carceraria.

La contestazione originava da una segnalazione del Provveditorato regionale della Campania, relativa a presunti comportamenti anticoncorrenziali emersi in una procedura per il servizio di vitto dei detenuti e internati ristretti negli istituti penitenziari per adulti della Regione Campania.

Elementi indiziari iniziali

Nel provvedimento di avvio l’AGCM aveva evidenziato alcuni indizi che, in prima lettura, potevano suggerire una collusione tra le parti:

  • partecipazione "a scacchiera" alle gare;
  • offerte estremamente eterogenee;
  • offerte apparentemente di comodo o assenza di partecipazione;
  • sconti molto elevati in alcuni lotti e prossimi allo zero in altri, senza sovrapposizione competitiva significativa.

Tali elementi avevano condotto a ipotizzare una possibile intesa restrittiva della concorrenza nelle procedure di affidamento esaminate.

Attività istruttoria e risultanze

Nel corso dell’istruttoria sono stati eseguiti accertamenti ispettivi presso le sedi delle parti il 9 novembre 2022, con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Tuttavia, i documenti acquisiti non hanno confermato l’ipotesi iniziale.

L’Autorità ha rilevato che i contatti multilaterali emersi riguardavano soprattutto l’esame di profili giuridici connessi alla complessa vicenda contenziosa dei bandi per vitto e sopravvitto e non la pianificazione di un cartello segreto. Anche i contatti bilaterali recuperati risultavano, nella maggior parte dei casi, riconducibili a interlocuzioni giuridiche sui bandi e a rapporti di fornitura, senza elementi univoci di coordinamento anticoncorrenziale.

Contesto giuridico delle gare e rilievi dei giudici amministrativi

Il provvedimento sottolinea che le procedure bandite dai provveditorati regionali prima del 2021 erano già state oggetto di numerose contestazioni e annullate dal Consiglio di Stato. In particolare, i giudici amministrativi avevano ritenuto che l’inclusione solo eventuale del servizio di sopravvitto, senza possibilità per i concorrenti di valutarne l’effettivo valore, generasse un’incertezza insanabile sull’oggetto dell’affidamento.

L’AGCM richiama inoltre le deliberazioni della Corte dei Conti che avevano ricusato il visto sui contratti stipulati tra l’Amministrazione penitenziaria del Lazio e le ditte aggiudicatrici, a ulteriore conferma della problematicità del quadro delle procedure.

Esito del procedimento

La Comunicazione delle risultanze istruttorie del 9 maggio 2023 non conteneva addebiti. Successivamente, tutte le parti hanno rinunciato a depositare memorie e a essere sentite in audizione.

Alla luce di quanto emerso, l’Autorità ha concluso che non vi erano sufficienti elementi per accertare la violazione dell’art. 101 TFUE ipotizzata in avvio. Conseguentemente, ha deliberato che erano venuti meno i motivi di intervento nei confronti di Ventura, SAEP, Guarnieri, Pastore e D’Agostino, disponendo la notifica e la pubblicazione del provvedimento. Non sono state irrogate sanzioni, né sono stati adottati impegni o misure cautelari.

Punti principali

Origine del procedimento e ipotesi iniziale

Il procedimento è stato avviato il 2 novembre 2022 nei confronti di Ventura, SAEP, Guarnieri, Pastore e D’Agostino per verificare una possibile violazione dell’art. 101 TFUE nelle gare per il vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari bandite dall’Amministrazione Penitenziaria nel Centro-Sud. L’istruttoria nasce da una segnalazione del Provveditorato regionale della Campania relativa a presunti comportamenti anticoncorrenziali in una gara per il servizio di vitto dei detenuti ed internati in Campania.

Condotte sospette e elementi indiziari iniziali

Nel provvedimento di avvio l’Autorità aveva evidenziato possibili indici di collusione, tra cui partecipazione "a scacchiera", offerte molto eterogenee, apparentemente di comodo o mancata partecipazione. In particolare, gli sconti praticati dalle imprese apparivano in alcuni lotti molto elevati e in altri prossimi allo zero, senza una vera sovrapposizione competitiva.

Esito dell’istruttoria e valutazione delle prove

Gli accertamenti ispettivi svolti il 9 novembre 2022 presso le sedi delle parti, con il supporto della Guardia di Finanza, non hanno prodotto elementi idonei a corroborare l’ipotesi di un cartello segreto. I contatti rinvenuti erano perlopiù collegati all’esame di profili giuridici delle gare e ai rapporti di fornitura, senza evidenza di accordi di spartizione delle procedure.

Contesto dei bandi e rilevanza delle decisioni giurisdizionali

L’Autorità richiama il fatto che le procedure bandite dai PRAP prima del 2021 erano già state oggetto di censure e annullate dal Consiglio di Stato, anche per l’incertezza sull’oggetto dell’affidamento derivante dall’inclusione solo eventuale del servizio di sopravvitto senza possibilità di valutarne il valore effettivo. Sono richiamate anche le deliberazioni della Corte dei Conti che avevano ricusato il visto su contratti stipulati nel Lazio.

Esito finale

Nelle risultanze istruttorie trasmesse il 9 maggio 2023 non sono stati formulati addebiti; tutte le parti hanno rinunciato a memorie e audizione. L’Autorità ha quindi concluso che non sussistono sufficienti elementi per accertare la violazione dell’art. 101 TFUE e ha deliberato che sono venuti meno i motivi di intervento nei confronti delle imprese coinvolte.

Come è indicizzato

Materieintese restrittiveart. 101 tfuegare pubblicheservizi di vitto e sopravvittoarchiviazione

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