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Circolare

Circolare numero 221 del 10-11-1997

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare aggiorna la tabella dei codici importo da usare nei modelli DM 10/2 e DM 10/2-V, distinguendo i casi di regolarizzazione contributiva in cui si deve recuperare o restituire differenze rispetto alla denuncia mensile. Vengono istituiti nuovi codici CQ e CC per specifiche fattispecie agevolative e contributive, e vengono inoltre forniti chiarimenti operativi sulla compilazione dei modelli DM 10/2-V per contribuzione previdenziale e sanitaria, con particolare attenzione ai diversi tipi di denuncia (C, D, E, F, G) e agli archivi di registrazione. La circolare richiama infine le modalità per stampare le tabelle dei codici e i riferimenti di supporto per eventuali problemi applicativi.

Aggiornamento dei codici importo e chiarimenti sulla compilazione dei modelli DM 10/2-V

Aggiornamento dei codici importo e chiarimenti sulla compilazione dei modelli DM 10/2-V

La circolare interviene sulla disciplina operativa delle regolarizzazioni contributive, aggiornando la tabella dei codici importo da utilizzare nei modelli DM 10/2 e DM 10/2-V e fornendo istruzioni puntuali per la loro compilazione. L’obiettivo è assicurare una corretta esposizione delle differenze contributive, delle agevolazioni e delle restituzioni, distinguendo le ipotesi di semplice errore materiale da quelle in cui il recupero o la restituzione dipendono da specifiche cause agevolative o normative.

Regola generale di utilizzo dei codici in regolarizzazione

La circolare ricorda che nella denuncia contributiva mensile il sistema DM prevede l’uso di codici specifici nei quadri B-C per il versamento di contribuzioni particolari e nel quadro D per le agevolazioni normative. In sede di regolarizzazione, se l’azienda non ha versato in tutto o in parte quanto dovuto, deve essere utilizzato lo stesso codice previsto dalla procedura base DM. Se invece è stato versato un importo superiore al dovuto, il recupero della differenza va effettuato con codici appositi delle serie DQ o DD nel quadro D del DM 10/2-V.

Analogamente, per le agevolazioni conguagliate in misura superiore al dovuto, la restituzione della differenza avviene nei quadri B-C con i codici appositamente istituiti della serie CQ o CC. La circolare evidenzia quindi una distinzione centrale tra:

  • integrazione di importi non versati o versati in misura insufficiente, con uso del codice ordinario della procedura base;
  • recupero di somme indebitamente versate o conguagliate, con uso di codici speciali CQ, CC, DQ o DD.

Nuovi codici istituiti

La prima parte della circolare istituisce numerosi nuovi codici importo da utilizzare in sede di regolarizzazione contributiva. Tra i principali:

  • CQ96, per i contratti di solidarietà ex L. 236/93, relativo alla restituzione delle agevolazioni di cui all’art. 5, comma 2, D.L. 148/93 convertito dalla L. 236/93;
  • CQ97, per i contratti di solidarietà stipulati dal 1.1.1993 al 14.6.1995, relativo alla restituzione delle maggiorazioni CIGS (15% o 25%) della retribuzione persa dal lavoratore e delle relative ultramensilità;
  • CQ98, per le cooperative sociali ex art. 4 L. 381/1991, relativo alla restituzione dello sgravio totale;
  • CQ99, per gli extracomunitari ex D.L. 22/96, relativo alla restituzione delle somme conguagliate per contribuzione anticipata ex D.L. 489/1995 reiterato dal D.L. 22/1996;
  • CC01, per lo sgravio totale annuale D.L. 14/92;
  • CC02, per i profughi italiani con contratto di formazione lavoro in deroga ai limiti di età;
  • CC03, per gli incentivi all’occupazione dei dirigenti disoccupati ex art. 10 D.L. 511/1996;
  • CC04, per imprese di spedizione internazionale, magazzini generali e spedizionieri doganali;
  • CC05, per contratti di formazione trasformati tipologia B;
  • CC06, CC07, CC08 e CC09, per le varie agevolazioni contributive delle aziende agricole operanti nel Mezzogiorno e nelle zone svantaggiate o montane;
  • CC10, per i contratti di solidarietà stipulati tra il 15.6.1995 e il 30.11.1996 con recupero della maggiorazione del 10% della CIGS;
  • CC11, per gli apprendisti qualificati ex L. 56/87.

Integrazioni a codici già esistenti

La circolare specifica che alcuni codici già in uso vengono estesi ad ulteriori fattispecie. In particolare:

  • CQ34 viene integrato con più ipotesi di contratti di solidarietà, distinguendo tra L. 863/84, L. 236/93 e D.L. 232/1995, con riferimento ai codici G600, G601, F501 e G603;
  • CQ38, relativo ai richiamati alle armi, deve essere impiegato anche per gli operai dal periodo di paga 09/88;
  • CQ17 e DQ17, usati per il lavoro straordinario del 15%, devono essere impiegati anche per sistemare il contributo straordinario del 5% e del 10%, rispettivamente con i codici S005 e S010.

Compilazione dei DM 10/2-V per contribuzione previdenziale

La seconda parte fornisce chiarimenti sulle regolarizzazioni contributive previdenziali. I modelli DM 10/2-V possono essere di tipo C, D, E, F o G.

I tipi C e D sono destinati alla regolarizzazione rispettivamente di tutti i lavoratori dell’azienda o di uno o più lavoratori non compresi nella denuncia mensile già presentata. Per questi modelli si applicano le stesse modalità in uso per i DM 10/2.

Il tipo E è utilizzato in due casi:

  • per regolarizzare una differenza di aliquota su retribuzioni già integralmente denunciate;
  • per denunciare voci retributive non indicate nella denuncia mensile ma percepite da lavoratori già presenti nel modello principale.

Nel tipo E, se si tratta di voci non denunciate, vanno indicati i medesimi codici di ripartizione della denuncia mensile; se invece la regolarizzazione riguarda solo una differenza contributiva su retribuzioni già denunciate, occorre indicare il codice di ripartizione del DM 10/2 o, se assente, uno dei codici CQ o CC della tabella. La circolare raccomanda inoltre di non usare impropriamente il codice CQ29, che va limitato ai soli errori di somma.

Distinzione tra errore di somma e recupero di agevolazioni non spettanti

La circolare insiste sulla distinzione tra rettifica per errore di somma e recupero di un’agevolazione non spettante. L’esempio fornito è quello della CUAF:

  • se l’azienda si è indebitamente applicata la riduzione della CUAF, la restituzione deve avvenire con CQ29, perché si tratta di ripartire correttamente un importo complessivo denunciato erroneamente;
  • se invece l’azienda aveva effettivamente diritto alla riduzione e poi emerge che non ne aveva titolo, si utilizza CQ04, perché la differenza è dovuta a una specifica agevolazione.

Lo stesso criterio vale per il codice DQ29, da usare esclusivamente per errori di somma; se il maggior importo deriva da una riduzione spettante o da una voce non correttamente esposta, va usato il codice pertinente alla fattispecie. Le prestazioni non conguagliate devono essere riportate nel quadro D con l’esatto codice o nell’apposita riga precostituita, per garantire la corretta rilevazione contabile e statistica.

Modello di tipo F e annullamenti di crediti o debiti

Il DM 10/2-V di tipo F serve ad annullare totalmente o parzialmente crediti o debiti presenti nell’archivio recupero crediti DM, ma solo per quelli rilevati nell’anno in corso e fino alla concorrenza del credito o debito stesso.

La circolare precisa che:

  • se il modello F è attivo, non si compila l’SC3, perché la registrazione avviene automaticamente a fine mese sull’SC45;
  • se il modello F è passivo, l’SC3 deve essere compilato, in quanto l’archivio interessato è quello che gestisce il conto GPA 10/66.

Modello di tipo G: annullamenti e rideterminazioni

Il DM 10/2-V di tipo G viene usato per:

  • annullare rapporti di lavoro ritenuti insussistenti per causa obiettiva;
  • ridurre l’imponibile contributivo per effetto della rideterminazione delle retribuzioni;
  • annullare un DM 10/2 nel caso in cui, per errore, risultino registrati due modelli per lo stesso mese nella procedura base.

La compilazione del tipo G segue le stesse modalità dei tipi C, D ed E, ma con registrazione inversa nelle sezioni contabili. La circolare chiarisce anche il concetto di modello attivo e passivo:

  • un DM 10/2 è attivo quando il saldo è a debito azienda;
  • è passivo quando il saldo è a credito azienda.

Ne consegue che un DM 10/2-V di tipo G attivo genera un debito per l’Istituto e confluisce nell’archivio GPA 10/66, mentre un G passivo genera un credito per l’Istituto e confluisce nell’archivio recupero crediti DM (GPA 00/02).

Condizioni e limiti per gli annullamenti di tipo G

Il tipo G presuppone che nell’archivio centrale esista un DM 10/2 pagato o passivo con lo stesso periodo di riferimento. Non rileva se il modello appartenga all’anno in corso o ad anni precedenti; è invece escluso il ricorso al tipo G per un DM 10/2 attivo totalmente o parzialmente insoluto già transitato nell’archivio recupero crediti.

In tale ipotesi:

  • per i crediti contabilizzati nell’anno in corso si usa il tipo F;
  • per i crediti contabilizzati in anni precedenti si attiva la procedura di eliminazione dei residui attivi.

Gli annullamenti che incidono sulle posizioni dei lavoratori comportano l’obbligo di aggiornare anche il conto assicurativo individuale. Per le variazioni che incidono sui cumuli retributivi, la circolare segnala che il programma non aggiorna ancora automaticamente le registrazioni utili al confronto, ma è in corso una realizzazione procedurale in tal senso.

Esempio applicativo del tipo G

La circolare propone un esempio in cui un’azienda denuncia 10 dipendenti e il saldo del DM 10/2 è a debito per effetto delle contribuzioni dovute e delle prestazioni conguagliate nel quadro D. Se occorre annullare un rapporto di lavoro che ha generato un contributo nel quadro C e un recupero di indennità di malattia nel quadro D, si compila un DM 10/2-V di tipo G passivo. Il modello viene registrato nella sezione Dare dell’archivio recupero crediti DM e il debito dell’azienda corrisponde al saldo algebrico tra il contributo da restituire e la prestazione autoconguagliata.

Chiarimenti sulla contribuzione sanitaria

Per la contribuzione sanitaria i DM 10/2-V ammessi sono soltanto di tipo C ed E. Il tipo E può servire sia per denunciare la retribuzione di un ulteriore dipendente sia per indicare voci retributive omesse per lavoratori già compresi nel DM 10 S.

Il tipo C, invece, comporta la copertura contributiva nell’archivio aziende e la registrazione dell’importo nell’archivio debiti sanitari; va utilizzato solo quando le denunce mensili DM 10 S, a seguito di conguagli, presentano un saldo a credito dell’azienda che non potrebbe essere esposto diversamente.

I codici da utilizzare per restituire o recuperare somme indebite sono:

  • P100 per il quadro C;
  • DQ24 per il quadro D.

Il codice DQ24 va usato per tutti i casi di rimborso, tranne la fiscalizzazione, che deve essere indicata nell’apposito campo precostituito.

Stampa della tabella dei codici e assistenza

Le tabelle dei codici importo possono essere stampate da qualsiasi operatore del recupero crediti seguendo il percorso di menu indicato: opzione 06, subopzione 2, opzione 11 dell’utility, quindi subopzione 03 "decodifica codici importo". Per eventuali problematiche operative la circolare rinvia ai colleghi indicati in un precedente messaggio e a Laura Nascimbene, con il numero telefonico riportato nel testo.

Punti principali

Aggiornamento della tabella dei codici importo

Viene istituita e costantemente aggiornata la tabella dei codici importo da esporre nei modelli DM 10/2-V, con comparazione rispetto ai corrispondenti codici del DM 10/2. La circolare chiarisce la logica di utilizzo dei codici in sede di regolarizzazione: se nella denuncia mensile non è stato versato tutto o è stato versato meno del dovuto, si usa lo stesso codice previsto dalla procedura base; se invece è stato versato più del dovuto, si impiegano i codici appositamente istituiti delle serie DQ o DD. Per le agevolazioni conguagliate in eccesso, il recupero avviene invece nei quadri B-C del DM 10/2-V con i codici della serie CQ o CC.

Nuovi codici istituiti per la regolarizzazione contributiva

La circolare introduce diversi nuovi codici da utilizzare in sede di regolarizzazione. Tra questi: CQ96 per i contratti di solidarietà ex L. 236/93 e il recupero delle agevolazioni ex art. 5, comma 2, D.L. 148/93; CQ97 per la restituzione delle maggiorazioni CIGS nei contratti di solidarietà stipulati dal 1.1.1993 al 14.6.1995; CQ98 per le cooperative sociali ex art. 4 L. 381/1991; CQ99 per gli extracomunitari ex D.L. 22/96; CC01 per lo sgravio totale annuale D.L. 14/92; CC02 per i profughi italiani; CC03 per i dirigenti disoccupati; CC04 per imprese di spedizione internazionale, magazzini generali e spedizionieri doganali; CC05 per contratti di formazione lavoro trasformati; CC06, CC07, CC08 e CC09 per agevolazioni nelle aziende agricole e nelle aree svantaggiate; CC10 per contratti di solidarietà stipulati tra il 15.6.1995 e il 30.11.1996; CC11 per apprendisti qualificati.

Integrazioni di codici già in uso

Alcuni codici già esistenti vengono integrati con ulteriori fattispecie di utilizzo. In particolare, il codice CQ34 viene esteso a diverse ipotesi di contratti di solidarietà, con indicazione dei relativi codici DM 10/2 (G600, G601, F501, G603) in funzione della normativa applicabile e del periodo di stipula. Viene inoltre precisato che il codice CQ38, relativo ai richiamati alle armi, deve essere usato anche per gli operai dal periodo di paga 09/88. Infine, i codici CQ17 e DQ17 per il lavoro straordinario del 15% devono essere utilizzati anche per la sistemazione del contributo straordinario del 5% e del 10% (codici S005 e S010).

Chiarimenti sulla compilazione dei DM 10/2-V per la contribuzione previdenziale

Per le regolarizzazioni contributive previdenziali, il DM 10/2-V può essere di tipo C, D, E, F o G. I tipi C e D servono per regolarizzare rispettivamente tutti i lavoratori dell’azienda o solo alcuni non compresi nella denuncia mensile, con compilazione secondo le ordinarie regole del DM 10/2. Il tipo E è usato sia per differenze di aliquota su retribuzioni già denunciate, sia per voci retributive non denunciate relative a lavoratori già presenti; in questo caso occorre indicare solo le voci non denunciate o, se si tratta solo di differenze contributive, i codici di ripartizione DM 10/2 o, in mancanza, i codici CQ e CC della tabella. La circolare richiama l’attenzione sull’uso corretto dei codici CQ29 e DQ29, riservati ai soli errori di somma, distinguendoli dalle ipotesi in cui la differenza dipende da un’agevolazione non spettante o da un recupero specifico. Il tipo F serve ad annullare, totalmente o parzialmente, crediti o debiti presenti nell’archivio recupero crediti DM limitatamente ai crediti dell’anno in corso. Il tipo G è utilizzato per annullare rapporti di lavoro insussistenti, rideterminare imponibili o annullare DM 10/2 duplicati; la registrazione avviene in modo inverso rispetto ai tipi C, D ed E, con effetti diversi sugli archivi GPA 10/66 e GPA 00/02 a seconda che il modello sia attivo o passivo.

Regole specifiche per i modelli di tipo G

La compilazione del DM 10/2-V di tipo G presuppone l’esistenza nell’archivio centrale di un DM 10/2 pagato o passivo con lo stesso periodo di riferimento. Non assume rilievo che il DM da annullare sia di competenza dell’anno in corso o di anni precedenti, ma deve trattarsi di un modello pagato o passivo e non di un DM attivo già transitato nell’archivio recupero crediti. Se l’annullamento riguarda un credito già contabilizzato nell’anno in corso, occorre usare il tipo F; per i crediti contabilizzati in anni precedenti, va attivata la procedura di eliminazione dei residui attivi. La circolare precisa anche che gli annullamenti che incidono sulle posizioni dei lavoratori impongono l’adeguamento delle registrazioni nel conto assicurativo individuale.

Esempio operativo sul tipo G

Viene fornito un esempio per chiarire il funzionamento del DM 10/2-V di tipo G. Se un’azienda ha denunciato 10 dipendenti e il DM 10/2 è attivo perché il saldo è a debito azienda, l’annullamento di un rapporto di lavoro che ha generato contributi nel quadro C e un recupero di indennità nel quadro D comporta la compilazione di un DM 10/2-V di tipo G passivo. In tale caso il modello viene registrato nella sezione Dare dell’archivio recupero crediti DM e il debito dell’azienda corrisponde al saldo algebrico tra contributo da restituire e prestazione autoconguagliata.

Chiarimenti sulla contribuzione sanitaria

Per la contribuzione sanitaria i DM 10/2-V utilizzabili sono soltanto di tipo C ed E. Il tipo E serve sia per denunciare la retribuzione di un ulteriore dipendente sia per indicare voci retributive omesse per lavoratori già compresi nel DM 10 S. Il tipo C, secondo quanto già comunicato in precedenza, comporta la copertura contributiva nell’archivio aziende e la registrazione dell’importo nell’archivio debiti sanitari, e va usato solo quando le denunce mensili DM 10 S presentano un saldo a credito dell’azienda che non può essere esposto altrimenti. I codici da usare per restituire o recuperare somme indebite sono P100 per il quadro C e DQ24 per il quadro D; quest’ultimo vale per tutti i rimborsi, salvo la fiscalizzazione, che deve essere indicata nell’apposito campo precostituito.

Modalità di stampa della tabella codici e riferimenti di supporto

Le tabelle dei codici importo possono essere stampate da un operatore del recupero crediti tramite il percorso di menu indicato nella circolare: opzione 06, subopzione 2, opzione 11 dell’utility, quindi subopzione 03 "decodifica codici importo". Per eventuali problematiche applicative vengono indicati i colleghi già segnalati con messaggio n. 27939 del 16/10/1997 e Laura Nascimbene, con il relativo recapito telefonico.

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