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Sentenza

Sentenza n. 3114/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 52/2025, emessa in data 13.02.2025 dal Tribunale di Varese – Sezione Lavoro.

Giustizia amministrativa202600999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Varese che aveva riconosciuto la carta docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza del Tribunale di Varese, Sezione Lavoro, divenuta definitiva. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta docente nell'importo di 500 euro annui per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, per complessivi 1.500 euro. Il ricorso è stato proposto dopo la notifica della sentenza con richiesta di adempimento e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Prima della camera di consiglio la ricorrente ha dichiarato che il Ministero aveva accreditato le somme dovute, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, poiché era decorso il termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Nel merito ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando l'avvenuto accredito delle somme dovute sulla carta docente e quindi l'integrale soddisfazione della pretesa azionata in ottemperanza. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il principio della soccombenza virtuale, poiché l'Amministrazione aveva adempiuto solo dopo la proposizione del ricorso. Sono state liquidate in 800 euro, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza alla decisione non eseguita; il ricorso è stato proposto per ottenere l'esecuzione della sentenza del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Prevede il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza prima dell'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni pubbliche; il decorso del termine ha reso procedibile il ricorso di ottemperanza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza contro una pubblica amministrazione, il ricorso è procedibile quando, dopo la notificazione della decisione con richiesta di adempimento, sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
  • L'integrale adempimento dell'amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza e prima della decisione, determina la cessazione della materia del contendere, venendo meno l'interesse attuale alla prosecuzione del giudizio.
  • Quando l'amministrazione adempie soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico secondo il principio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
  • In una controversia seriale di ottemperanza relativa all'esecuzione di una decisione sul riconoscimento della carta docente, la liquidazione delle spese può essere contenuta in ragione del limitato impegno difensivo richiesto dall'unica questione trattata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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