Sentenza n. 219/2026 - Torino, Sezione 1
per l'annullamento del decreto n. -OMISSIS-, emesso il -OMISSIS- e notificato il 23/07/22, con cui il Questore di Novara ha respinto la richiesta del ricorrente di aggiornamento del titolo di soggiorno per lavoro subordinato n. -OMISSIS- con scadenza al -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di aggiornamento del titolo di soggiorno per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui il Questore di Novara ha respinto la richiesta di aggiornamento del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il diniego era fondato sull'assenza di un domicilio e di una dimora stabili, desunta anche dall'avvio della procedura di cancellazione anagrafica per irreperibilità, nonché sull'assenza di redditi da lavoro, poiché dagli accertamenti presso l'INPS e l'Agenzia delle entrate risultava che gli ultimi contributi previdenziali risalivano al luglio 2020. Il ricorrente ha dedotto difetto di motivazione ed eccesso di potere, sostenendo di essere presente in Italia da molti anni, di beneficiare di una tutela rafforzata, di essere titolare di un contratto di lavoro e che l'amministrazione non avrebbe adeguatamente dimostrato la sua irreperibilità. La resistente aveva inoltre eccepito l'irricevibilità del ricorso.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso ritenendolo infondato, senza esaminare l'eccezione di irricevibilità, poiché il rigetto nel merito era sufficiente a definire la controversia. La documentazione acquisita dal Comune di Novara comprovava lo stato di irreperibilità del ricorrente, successivamente definitivamente accertato il 22 aprile 2024. Gli atti trasmessi dall'INPS evidenziavano inoltre che l'ultimo versamento contributivo risaliva al luglio 2020. Il ricorrente, sul quale gravava l'onere di allegare e provare il possesso dei requisiti, non aveva dedotto né dimostrato l'esistenza di una dimora stabile o la titolarità di un contratto di lavoro; tali elementi non risultavano neppure dall'atto introduttivo. Il giudice ha quindi ritenuto insussistenti i requisiti necessari per il rilascio del titolo legittimante la permanenza in Italia. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato
La disposizione è richiamata quale base per la trattazione da remoto dell'udienza straordinaria.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Ha fondato l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
È stato richiamato, unitamente alla normativa nazionale, per disporre l'oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- Nel giudizio relativo al diniego di aggiornamento di un titolo di soggiorno, l'assenza di una dimora o di un domicilio stabili e la mancanza di un rapporto di lavoro o di redditi lavorativi possono integrare, se adeguatamente documentate, elementi ostativi al rilascio o all'aggiornamento del titolo.
- La documentazione proveniente dagli uffici comunali, attestante l'irreperibilità anagrafica dello straniero, costituisce elemento rilevante per valutare l'assenza di una dimora stabile, soprattutto quando l'irreperibilità sia stata successivamente definitivamente accertata.
- Gli accertamenti degli enti previdenziali relativi all'assenza di versamenti contributivi recenti possono corroborare la valutazione amministrativa circa la mancanza di un rapporto di lavoro e di redditi da lavoro.
- Il ricorrente che contesta il diniego di un titolo di soggiorno deve allegare e provare gli elementi fattuali posti a fondamento della pretesa, quali l'esistenza di una dimora stabile e di un contratto di lavoro; la mera deduzione della loro sussistenza non è sufficiente.
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