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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09011/2026 del 09/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Palermo che ha riformato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Agrigento per il reato di furto di autovettura aggravato dalla pubblica fede. Il motivo principale dedotto è la carenza della "motivazione rafforzata" richiesta quando la corte d'appello rovescia in malam partem una pronuncia assolutoria: a giudizio del ricorrente la Corte territoriale si sarebbe limitata a rinnovare l'istruttoria e a effettuare una diversa valutazione degli stessi elementi probatori senza confutare specificamente i passaggi salienti della motivazione dell'assoluzione di primo grado. In primo grado l'imputato era stato assolto perché il Tribunale aveva ritenuto mancante il dolo a causa di un presunto errore scusabile (confusione tra vetture) aggravato dallo stato di intossicazione da stupefacenti; la Corte d'appello, invece, ha ritenuto che la fuga all'arrivo degli operatori e altri elementi (genericità della tesi del prestito della vettura) dimostrassero la consapevolezza della sottrazione, ribaltando l'assoluzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse rispettato i principi giurisprudenziali sull'overturning (in particolare l'obbligo di delineare le linee portanti dell'alternativo ragionamento probatorio e di confutare i punti più rilevanti della motivazione assolutoria). Pur riconoscendo che la Corte territoriale non aveva valorizzato alcuni elementi accusatori (es. presenza di centralina e arnesi atti allo scasso), la Cassazione ha ritenuto sufficienti le argomentazioni della Corte d'appello (fuga alla vista degli operanti, genericità della versione difensiva) per smentire la motivazione del primo grado. Di conseguenza la decisione di condanna resa in sede di appello resta confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Sez. U., Mannino

    Sez. U., n. 33748 del 12/07/2005, Mannino, Rv. 231679

    Principio secondo cui il giudice d'appello che riformi totalmente la decisione di primo grado deve illustrare le linee portanti del proprio ragionamento probatorio e confutare specificamente gli argomenti più rilevanti della motivazione della prima sentenza

  • Sez. 4, Masturzo

    Sez. 4, n. 2474 del 15/10/2021, dep. 2022, Masturzo, Rv. 282612-01

    Richiama l'obbligo di motivazione rafforzata dell'overturning e la necessità di dialogo critico con la decisione assolutoria

  • Sez. 5, Menna

    Sez. 5, n. 15259 del 18/02/2020, Menna, Rv. 279255

    Conferma l'orientamento giurisprudenziale sulla portata dell'onere argomentativo del giudice di appello nel ribaltare un'assoluzione

  • Sez. 6, P

    Sez. 6, n. 51898 del 11/07/2019, P, Rv. 278056

    Ulteriore conferma della necessità che la motivazione di condanna in appello risponda specificamente ai passaggi salienti della motivazione assolutoria

  • Sez. 5, Rastegar

    Sez. 5, n. 8361 del 17/01/2013, Rastegar, Rv. 254638

    Si ribadisce il principio del dialogo critico e della confutazione degli argomenti decisivi dell'assoluzione

  • Sez. 5, Pappalardo

    Sez. 5, n. 42033 del 17/10/2008, Pappalardo, Rv. 242330

    Conferma dei criteri applicativi relativi all'onere motivazionale del giudice di appello nell'overturning

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma un'assoluzione, deve delineare le linee essenziali del proprio ragionamento probatorio e confutare specificamente i passaggi fondamentali della motivazione del giudice di primo grado; l'assenza di tale motivazione rafforzata può essere censurata solo se la ricostruzione d'appello non dialoga criticamente con quella di primo grado
  • L'obbligo argomentativo del giudice d'appello è proporzionale alla robustezza e coerenza della motivazione assolutoria: una assoluzione fondata su argomentazioni deboli richiede un più contenuto supplemento motivazionale rispetto a una assoluzione articolata e ben argomentata
  • Elementi fattuali come la fuga alla vista delle forze dell'ordine e la presenza, nel veicolo, di oggetti compatibili con l'attività di scasso o di parti dell'autovettura sottratta, possono essere valutati dalla Corte d'appello come indizi significativi della consapevolezza del reato, anche se l'imputato invoca stato di alterazione o un errore di identificazione della vettura
  • La valutazione dello stato di intossicazione e della sua incidenza sul dolo è questione di fatto e di merito: la Cassazione è molto deferente se la motivazione di merito espone coerentemente le ragioni per accogliere o respingere tali deduzioni
  • Le tesi difensive emerse solo in dibattimento e non verificate da altri elementi probatori possono risultare insufficienti a sostenere un'assoluzione se la loro genericità non convince il giudice; in tali casi la Corte d'appello può ritenere giustificata la riforma

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