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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18549/2022 del 11/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere applicata al Raso per il delitto-mezzo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (con aggravanti) e per quattro delitti-fine di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I difensori hanno dedotto due motivi principali: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova circa la gravità indiziaria e l'affiliazione dell'indagato al sodalizio (sostendosi che le conversazioni non dimostravano traffici e che mancava consapevolezza di far parte dell'associazione, nonostante il ruolo di finanziatore); 2) illegittimità della misura cautelare per carenza dei presupposti di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione, sostenendo che il rischio era fondato solo sulla disponibilità di risorse e che non era stata adeguatamente superata la presunzione di inadeguatezza di misure meno afflittive.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: sul profilo probatorio ha confermato che il Tribunale distrettuale ha motivato in modo coerente e logico l'inferenza dell'affiliazione e del ruolo di finanziatore, valorizzando i rapporti economici e le modalità di rapporto con i vertici del gruppo (con richiamo alla giurisprudenza che definisce il finanziatore). Sul profilo cautelare ha ritenuto adeguata la motivazione che ha fatto leva sulla gravità del reato associativo (con la doppia presunzione ex art.275, comma 3 c.p.p.), sul breve tempo trascorso dalla presunta interruzione dei rapporti col capo, sulla recidiva e sulla disponibilità di risorse finanziarie; inoltre è stato rilevato che la difesa non ha prodotto elementi significativi in senso contrario. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    Citato in relazione ai mezzi di prova; la Corte non ha ravvisato travisamento della prova e ha ritenuto coerente la valutazione probatoria del giudice del riesame

  • art. 272 c.p.p.

    Riferito nel contesto delle doglianze sulla valutazione delle prove; la Corte ha giudicato regolare la valutazione argomentativa operata dal giudice

  • art. 273 c.p.p.

    Richiamato insieme agli artt. 192 e 272 in tema di vizio di motivazione e travisamento della prova; la Corte ha escluso il vizio denunciato

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Norme richiamate per i motivi di cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati o indeterminati

  • art. 274 c.p.p.

    Richiamato nel secondo motivo relativo alle esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione delle regole sulla conservazione delle esigenze cautelari

  • art. 275 c.p.p.

    Fondamentale per la valutazione delle esigenze cautelari; la Corte ha fatto riferimento alla doppia presunzione prevista dal comma 3 nei casi di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti come elemento che giustifica la custodia cautelare, salvo prova contraria offerta dalla difesa

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che regola l'onere delle spese: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 13/06/2000

    Citata in relazione alla valutazione sull'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di cassazione ha comunque applicato la sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 32704 del 27/02/2015 (Vallin)

    Precedente richiamato per l'individuazione del 'finanziatore' quale soggetto che, con apporti economici, alimenta e sostiene il traffico di stupefacenti; la Corte lo ha ritenuto conforme all'interpretazione adottata dal giudice di merito

Massime di principio

  • Per configurare la partecipazione come "finanziatore" di un'associazione per il traffico di stupefacenti è sufficiente dimostrare che il soggetto abbia fornito mezzi economici o finanziari tali da sostenere e alimentare l'attività criminosa; rapporti economici frequenti e rilevanti con i vertici del gruppo rafforzano tale inferenza
  • La conferma o il mantenimento della custodia cautelare richiede una motivazione concreta, ma una motivazione lineare che colleghi gravità del fatto, elementi personali (pregiudicati) e disponibilità di risorse può retare valida la misura, specie quando opera la doppia presunzione di cui all'art.275, comma 3 c.p.p.
  • La difesa che contesta la sussistenza delle esigenze cautelari deve indicare elementi specifici e significativi che confutino le valutazioni del giudice; mere affermazioni generiche o lamentele prive di indicazioni precise sono generalmente inidonee in sede di legittimità
  • La ricostruzione indiziaria è valutata nella sua logicità e coerenza complessiva: per ottenere l'annullamento per travisamento della prova occorre dimostrare incongruenze gravi e puntuali nella motivazione, non semplici alternative interpretative
  • La disponibilità di risorse finanziarie, da sola, non sempre giustifica la custodia ma assume rilevanza se collegata ad altri indici (tipo di reato, precedenti, vicinanza temporale agli eventi contestati) che rendono probabile il rischio di reiterazione
  • In cassazione i ricorsi indeterminati o manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e, in caso di assenza di colpa grave, il pagamento di somme alla Cassa delle Ammende

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