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Sentenza

Sentenza n. 177/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Terni, sez. lavoro, n. 42 del 22.01.2025, concernente assegnazione carta docenti.

Giustizia amministrativa202500557

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Terni che aveva riconosciuto il beneficio della carta del docente per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza, deducendo che il Ministero non aveva dato esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro, passata in giudicato, con cui era stato riconosciuto il beneficio economico della carta del docente, pari a 500 euro annui per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, oltre alle spese legali. Ha chiesto l'assegnazione di un termine di sessanta giorni per l'esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna al pagamento di astreintes. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che il beneficio era stato accreditato il 27 novembre 2025, anteriormente alla notificazione del ricorso, avvenuta il 30 dicembre 2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, prendendo atto dell'avvenuto accredito del beneficio economico richiesto e applicando l'art. 34, comma 5, c.p.a. Il Collegio ha rilevato che l'accredito risultava effettuato prima della notificazione del ricorso, circostanza non contestata dal ricorrente, con un possibile profilo di inammissibilità dell'azione. Tuttavia, ha osservato che l'ottemperanza era comunque intervenuta con ritardo rispetto ai tempi previsti dalla normativa. Per tale ragione ha compensato integralmente le spese di giudizio. Non sono stati nominati commissari ad acta né sono state applicate astreintes.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    bonus “carta del docente”, pari ad euro 500 annui, utilizzabili mediante carta elettronica

    La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto al docente per l'aggiornamento e la formazione.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito nella l. 30/1997

    Il ricorrente ha dedotto di avere atteso il decorso del termine previsto per l'esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

  • art. 112 c.p.a.

    È stato invocato quale fondamento dell'azione di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    È stato invocato per la richiesta di astreintes in caso di mancata esecuzione del giudicato.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    È stato applicato per dichiarare la cessazione della materia del contendere in seguito all'esecuzione dell'obbligo amministrativo durante la vicenda processuale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione dell'obbligo risultante dal giudicato determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., anche quando l'adempimento intervenga nel corso della vicenda processuale.
  • L'avvenuta esecuzione anteriormente alla notificazione del ricorso può determinare un profilo di inammissibilità dell'azione di ottemperanza; se tale circostanza non è contestata, il giudice può darne atto nel valutare l'esito processuale.
  • Il ritardo dell'amministrazione nell'esecuzione del giudicato può giustificare la compensazione delle spese, anche quando l'adempimento sia intervenuto prima della notificazione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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