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Sentenza

Sentenza n. 6093/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, n. 1333/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202504990

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, n. 1333/2024, relativa alla controversia sull'intervento di ampliamento di una struttura turistico-ricettiva e sul procedimento di formazione del PUG comunale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto appello contro la sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, n. 1333/2024. Nel corso del giudizio d'appello ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, deducendo di avere instaurato un autonomo procedimento presso la Struttura di Missione ZES per ottenere il titolo abilitativo relativo al medesimo intervento di ampliamento di una struttura turistico-ricettiva nel Comune di Vernole. All'esito della conferenza di servizi semplificata e asincrona, il Coordinatore della Struttura di Missione ZES ha rilasciato l'Autorizzazione Unica n. 495, che, secondo quanto dichiarato dall'appellante, sostituisce e assorbe i visti, pareri, autorizzazioni, nulla osta e varianti urbanistiche necessari alla realizzazione dell'intervento, costituendo titolo unico per l'esecuzione delle opere. Il Comune si è opposto alla declaratoria di improcedibilità, chiedendo in via principale la reiezione dell'appello e, in subordine, la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo vincolante la dichiarazione espressa dell'appellante sino al momento della trattenuta della causa in decisione. Il giudice amministrativo, in presenza di una dichiarazione inequivoca di sopravvenuto disinteresse, non può decidere il merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Il Collegio non ha tenuto conto delle note d'udienza del Comune e della successiva replica dell'appellante, poiché depositate in violazione dei termini dell'art. 73, comma 3, c.p.a. e mediante modalità difensive non previste dal codice. Quanto alle spese, il Collegio ha esaminato la soccombenza virtuale e ha ritenuto che essa non imponesse una diversa regolazione: la sentenza di primo grado appariva coerente con la discrezionalità dell'ente locale in materia di pianificazione urbanistica e con l'assenza di un legittimo affidamento, ma la peculiarità della vicenda e la presenza di un precedente potenzialmente favorevole alla società giustificavano, in ogni caso, la compensazione integrale delle spese. Il contributo unificato è stato posto integralmente a carico dell'appellante.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al giudizio.

  • art. 84 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla disponibilità dell'azione e alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    I termini e le modalità degli scritti difensivi impediscono di tenere conto delle note d'udienza e della replica tardivamente depositate e non previste dal codice.

  • art. 14-bis l. 241/1990

    Richiamato quale disciplina della conferenza di servizi semplificata e asincrona nell'ambito del procedimento ZES.

  • art. 15 d.l. 19 settembre 2023, n. 124, convertito dalla l. 162/2023

    Richiamato quale base normativa del procedimento autonomo davanti alla Struttura di Missione ZES.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Richiamato per la disciplina delle spese del processo amministrativo.

  • art. 92, comma 2, c.p.c.

    Richiamato quale fondamento delle eccezionali ragioni che consentono la compensazione integrale delle spese.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa e inequivoca della parte ricorrente o appellante di non avere più interesse alla decisione, resa sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, impone al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse; il giudice non può decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • Nel processo amministrativo non possono essere prese in considerazione note d'udienza e repliche depositate fuori dai termini difensivi o con modalità non contemplate dal codice del processo amministrativo.
  • La soccombenza virtuale non impone necessariamente la condanna alle spese quando la peculiarità della fattispecie, l'incertezza derivante da orientamenti giurisprudenziali non univoci e la presenza di precedenti potenzialmente pertinenti integrino eccezionali ragioni di compensazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàPiani regolatori e varianti
RamiProcesso amministrativoUrbanistica e governo del territorio
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimentoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimo affidamento

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