Cassazione Penale, Sentenza n. 33105/2022 del 08/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava per cassazione la conferma della condanna resa in primo grado per il reato di occupazione abusiva di spazio demaniale. Sosteneva in primo luogo che la condotta avrebbe dovuto essere qualificata come innovazione non autorizzata in area demaniale (reato istantaneo previsto nella seconda parte dell'art. 1161 c. nav.) e non come occupazione abusiva permanente (prima parte dello stesso art.), con la conseguenza che, in tale diversa qualificazione, il reato sarebbe risultato prescritto. In subordine deduceva vizio di motivazione e travisamento dei fatti, rilevando che le opere sarebbero state realizzate conformemente a una concessione in variante e con i materiali prescritti e che la struttura non sarebbe stata idonea a costituire un pontile atto a ridurre la fruibilita pubblica dellarea.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la distinzione tra innovazione illecita (reato istantaneo) e occupazione abusiva (reato permanente) dipende dall'effetto dellopera sulla fruibilita collettiva: se lopera sottrae godimento alluso comune integra occupazione abusiva; altrimenti integra illecita innovazione. Nel caso concreto i giudici di merito avevano accertato, anche sulla base di fotografie e deposizioni, che lattuatore aveva realizzato un pontile con piano di calpestio che ampliava la superficie utile di circa 69 mq rispetto alla concessione, e che pertanto si era determinata una nuova occupazione dellarea demaniale. Le censure sulla natura dei materiali e sulla presunta inutilizzabilita della struttura non hanno retto alla valutazione di merito. Conseguentemente il ricorso e stato respinto e la ricorrente condannata alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 1161 cod. nav.
La disposizione distingue tra occupazione abusiva di spazio demaniale (prima parte, reato permanente) e innovazioni non autorizzate (seconda parte, reato istantaneo). La Corte interpreta il discrimine sulla base dell'effetto dell'opera sulla fruibilita collettiva: se l'opera sottrae all'uso pubblico una porzione di demanio configura occupazione abusiva; se non limita il godimento collettivo configura innovazione illecita. Inoltre, le innovazioni possono essere realizzate anche dal concessionario e, se arrecano pericolo al bene, costituiscono reato di pericolo anche senza accertabile limitazione concreta della fruizione.
giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 39455/2012 Giorgino; Sez. 3, n. 31290/2019 Bellia; Sez. 3, n. 26249/2018 Fabbri)
Le pronunce richiamate esplicitano che la realizzazione di opere non autorizzate su demanio puo integrare sia l'illecita innovazione sia, qualora determini la sottrazione al godimento collettivo, l'occupazione abusiva permanente; inoltre escludono che la qualifica di innovazione sia riservata al solo concessionario e ribadiscono che la verifica e di merito sul concreto effetto dell'opera.
Massime di principio
- La distinzione tra innovazione illecita (reato istantaneo) e occupazione abusiva (reato permanente) si basa sull'effetto concreto dell'opera sulla fruibilita collettiva: se lopera limita o sottrae area al godimento pubblico, si configura occupazione abusiva.
- Anche il concessionario puo essere responsabile per innovazioni non autorizzate: la presenza di una concessione non esclude automaticamente la rilevanza penale di opere difformi dallautorizzazione.
- Unopera formalmente realizzata con materiali prescritti o indicata in una variante amministrativa non esclude la valutazione penalistica; conta lessere effettivo dellopera e il suo impatto sulla superficie e sullaccessibilita dellarea demaniale.
- La prova fotografica, le deposizioni e laccertamento materico dellampliamento della superficie sono elementi decisivi per la configurazione delloccupazione abusiva.
- Dal punto di vista della prescrizione, la qualifica giuridica della condotta e rilevante: i reati istantanei si prescrivono dalla consumazione, mentre i reati permanenti si consumano finche dura la situazione di occupazione; perciò una corretta qualificazione può incidere sulloperativita della prescrizione.
- In situazioni analoghe la difesa utile dovrebbe concentrarsi sulla dimostrazione dellassenza di sottrazione al godimento collettivo (es. natura provvisoria, assenza di ampliamento effettivo della superficie, nulla osta amministrativo che copra le opere) e sulla contestazione probatoria dellefficacia delle immagini e delle deposizioni utilizzate in giudizio.
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