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Sentenza

Sentenza n. 479/2026 - Napoli, Sezione 7

per l’annullamento, previa adozione delle più idonee misure cautelari collegiali: a) del silenzio-inadempimento formatosi sull’istanza presentata dalla ricorrente in data 10 ottobre 2023 all’Amministrazione comunale di Durazzano; b) di ogni atto e/o provvedimento, quantunque sconosciuto alla ricorrente, afferente alla pratica in oggetto, se e in quanto lesivo e in particolare: 1) della nota della Prefettura di Benevento prot. n. 51721 del 27 giugno 2023; 2) della deliberazione del Consiglio comunale di Durazzano n. 18 del 5 giugno 2023; 3) della deliberazione di Consiglio comunale di Durazzano n. 27 dell’8 agosto 2023; nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione comunale resistente di adottare i provvedimenti occorrenti all’esecuzione delle ordinanze di demolizione emesse nei confronti del controinteressato e di concludere il procedimento finalizzato al ripristino dello stato dei luoghi, e conseguentemente, in caso di ulteriore inerzia, per la nomina di un Commissario ad acta;

Giustizia amministrativa202306083

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza volta all'esecuzione di tre ordinanze di demolizione di opere abusive e nota prefettizia interlocutoria

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, proprietaria di un fabbricato confinante con immobili abusivi destinatari di tre ordinanze comunali di demolizione, due delle quali confermate giudizialmente e una divenuta inoppugnabile, ha chiesto al Comune di adottare gli atti e compiere le operazioni necessarie per il ripristino dello stato dei luoghi. Dopo una diffida del 13 giugno 2023 e un'ulteriore istanza del 10 ottobre 2023, l'amministrazione è rimasta inerte. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 2, 3, 4, 41, 42 e 97 Cost., degli artt. 31 e 41 d.P.R. 380/2001 e l'illegittimità dell'inerzia comunale e prefettizia. Ha chiesto inoltre l'annullamento della nota della Prefettura di Benevento del 27 giugno 2023 e di altri atti connessi, nonché l'accertamento dell'obbligo di provvedere e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero dell'Interno ha eccepito il difetto di legittimazione passiva e l'inammissibilità dell'impugnazione della nota prefettizia, ritenuta atto infraprocedimentale. Il TAR ha esaminato anche la legittimazione e l'interesse della società, inizialmente posti in dubbio, ritenendoli sussistenti in ragione dell'interesse concreto al ripristino della distanza legale di dieci metri e alla tutela della proprietà.

La decisione

Il TAR ha riconosciuto la legittimazione passiva del Ministero dell'Interno, poiché la nota prefettizia era stata impugnata ed era indirizzata anche alla società ricorrente. Ha ritenuto sussistente uno specifico interesse a ricorrere, ulteriore rispetto alla mera vicinitas, in quanto l'eventuale demolizione avrebbe consentito il ripristino della distanza di dieci metri tra gli immobili e avrebbe evitato pregiudizi alla proprietà della ricorrente. Nel merito, ha accolto il ricorso avverso il silenzio del Comune. Dalla combinazione dell'art. 2, comma 1, e dell'art. 21-quater l. 241/1990 deriva il potere-dovere dell'amministrazione di dare esecuzione ai propri provvedimenti efficaci. In materia edilizia, decorso il termine di novanta giorni previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 senza integrale ottemperanza all'ordine di demolizione, il Comune deve adottare gli atti conseguenti e realizzare, a spese dell'inadempiente, le attività necessarie al ripristino dello stato dei luoghi. Il Comune è stato quindi ordinato a provvedere, entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, adottando tutti gli atti e le eventuali operazioni materiali necessarie in relazione alle tre ordinanze di demolizione. In caso di ulteriore inerzia, dovrà intervenire in via sostitutiva il Prefetto di Benevento, ai sensi dell'art. 41 d.P.R. 380/2001, avvalendosi degli uffici comunali e, previa intesa con l'autorità militare, del Genio militare. Il ricorso è stato invece dichiarato inammissibile nella parte diretta all'annullamento della nota prefettizia del 27 giugno 2023, perché meramente interlocutoria e priva di immediata lesività. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 2.000 oltre accessori; spese compensate nei confronti della Prefettura.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, l. 241/1990

    Impone all'amministrazione il dovere di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso; il dovere comprende, nel caso concreto, l'adozione degli atti necessari all'esecuzione delle ordinanze di demolizione.

  • art. 21-quater l. 241/1990

    i provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente

    Letto congiuntamente all'art. 2 l. 241/1990, fonda il potere-dovere dell'amministrazione di dare concreta e coattiva esecuzione ai propri provvedimenti efficaci senza necessità di un previo titolo esecutivo giudiziale.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Dopo la scadenza del termine di novanta giorni dalla notifica dell'ordine di demolizione senza integrale ottemperanza, impone all'amministrazione di adottare gli atti conseguenti e di procedere al ripristino dello stato dei luoghi a spese dell'inadempiente.

  • art. 41 d.P.R. 380/2001

    Attribuisce al Prefetto un potere sostitutivo nella fase esecutiva della demolizione, esercitabile dopo l'inerzia comunale e con l'ausilio degli uffici comunali e, previa intesa con l'autorità militare, del Genio militare.

  • art. 10-bis d.l. 76/2020

    È richiamato quale disposizione modificativa dell'art. 41 d.P.R. 380/2001, applicabile al potere sostitutivo prefettizio in materia di esecuzione delle demolizioni.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Ha consentito al Collegio di sottoporre alle parti la possibile carenza di interesse a ricorrere, poi esclusa in ragione dello specifico vantaggio conseguibile dalla demolizione.

Massime di principio

  • L'amministrazione che abbia adottato un provvedimento amministrativo efficace ha il potere-dovere di darvi concreta e integrale esecuzione; l'inerzia nell'attuazione può essere contestata mediante ricorso avverso il silenzio quando persista un obbligo di provvedere.
  • In materia edilizia, decorso inutilmente il termine di novanta giorni dalla notifica dell'ordine di demolizione senza integrale ottemperanza, il Comune deve adottare gli atti conseguenti previsti dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 e compiere le operazioni materiali necessarie al ripristino dello stato dei luoghi, a spese del responsabile dell'abuso.
  • Il potere sostitutivo del Prefetto previsto dall'art. 41 d.P.R. 380/2001 riguarda la fase esecutiva e materiale della demolizione e presuppone l'inadempimento comunale; esso non elimina l'obbligo del Comune di adottare gli atti amministrativi propedeutici e di partecipare all'esecuzione.
  • Il proprietario confinante è legittimato a ricorrere contro l'inerzia nell'esecuzione di ordinanze di demolizione quando dimostri uno specifico vantaggio derivante dal ripristino, quale la tutela della distanza legale e l'eliminazione di pregiudizi concreti alla propria proprietà; la mera vicinitas, da sola, non è sufficiente.
  • Una nota prefettizia con cui si chiedono informazioni all'amministrazione comunale sulle attività intraprese costituisce atto interlocutorio e infraprocedimentale, privo di immediata lesività, e non è autonomamente impugnabile.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietàLegittimazione e interesse a ricorrereTutela del terzo

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