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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08109/2026 del 01/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionario riscossione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento TOSAP relativo all’anno 2013, emesso per occupazione di suolo pubblico mediante cassonetti e campane per la raccolta differenziata dei rifiuti, con richiesta di imposta, sanzioni, interessi e accessori. In primo grado il ricorso della contribuente è stato accolto solo in parte: riduzione della superficie imponibile al 70%, applicazione della tariffa per occupazione permanente e annullamento delle sanzioni; per il resto il ricorso è stato rigettato. In appello la contribuente ha censurato la decisione, ma la Corte tributaria regionale ha confermato la pronuncia di primo grado. In cassazione la società contribuente ha proposto cinque motivi: 1) omesso esame di fatti decisivi e insufficiente motivazione sulla carenza di legittimazione passiva; 2) violazione degli artt. 38, 39 e 49, lett. a), del D.Lgs. n. 507/1993, sostenendo l’inapplicabilità della TOSAP per mancanza dei presupposti; 3) omesso/errato esame dei fatti relativi alla proprietà delle attrezzature; 4) omessa pronuncia e motivazione erronea sull’onere della prova e sul criterio forfettario di determinazione della tassa; 5) omessa pronuncia e motivazione erronea sulla qualificazione dell’occupazione come permanente. La controparte ha resistito e ha proposto ricorso incidentale per lamentare l’omessa pronuncia sulle sanzioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale sia quello incidentale. Ha ritenuto inammissibili i motivi della contribuente formulati ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c. perché la sentenza di appello confermava quella di primo grado sulla base delle medesime ragioni di fatto (doppia conforme) e la ricorrente non aveva indicato alcuna diversità tra le due motivazioni. Quanto al motivo di violazione di legge, la Corte lo ha dichiarato in parte inammissibile perché diretto a ottenere una rivalutazione del merito e delle prove, e in parte infondato, affermando che ai fini della TOSAP basta l’utilizzazione del bene pubblico da parte di un soggetto diverso dall’ente proprietario, anche se il servizio è svolto in concessione o appalto e anche se è funzionale a un pubblico interesse, salvo specifiche esenzioni. Il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile perché l’asserita omessa pronuncia sulle sanzioni non era stata specificamente ricostruita né dimostrata nei suoi presupposti processuali. Spese di legittimità compensate integralmente per reciproca soccombenza; disposto l’ulteriore contributo unificato per entrambe le ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    comma 1, n. 5; comma 1, n. 3; comma 1, n. 4; comma 4

    Il motivo ex n. 5 è precluso in presenza di doppia conforme se il ricorrente non indica la diversità delle ragioni di fatto tra primo e secondo grado; il motivo ex n. 3 non può trasformarsi in richiesta di rivalutazione del merito; il vizio di omessa pronuncia richiede la specifica deduzione della domanda/eccezione non esaminata e la sua precisa localizzazione negli atti.

  • art. 348-ter c.p.c.

    Richiamato per la preclusione al motivo di ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, in caso di doppia conforme.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993

    artt. 38, 39 e 49, lett. a)

    Norme invocate per sostenere l’inapplicabilità della TOSAP; la Corte ribadisce che il presupposto impositivo sussiste quando vi sia utilizzazione del bene pubblico da parte di soggetto diverso dal titolare, salvo esenzioni specifiche.

  • art. 54 del D.Lgs. 546/1992

    Richiamato in relazione al ricorso incidentale per appello incidentale nel processo tributario.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto, a carico di entrambe le ricorrenti.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato come parametro del contributo unificato dovuto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile quando la sentenza di appello conferma quella di primo grado sulle medesime ragioni di fatto, salvo che il ricorrente indichi specificamente la diversità delle ragioni poste a base delle due decisioni.
  • La c.d. doppia conforme non è esclusa dal solo fatto che il giudice d’appello abbia aggiunto argomenti ulteriori o rafforzativi, se il nucleo fattuale e l’iter logico decisionale restano i medesimi.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito o delle prove, poiché l’apprezzamento dei fatti e della loro attendibilità è riservato al giudice di merito.
  • In tema di TOSAP, il presupposto impositivo sussiste quando un soggetto diverso dall’ente proprietario utilizza un bene pubblico, indipendentemente dal fatto che l’occupazione avvenga in concessione, in appalto o in altro rapporto giuridico, e a prescindere dalla finalità di pubblico interesse dell’attività, salvo specifiche ipotesi di esenzione.
  • Il vizio di omessa pronuncia è deducibile solo se la domanda o eccezione non esaminata è stata ritualmente proposta, specificamente riportata nel ricorso per cassazione e localizzata negli atti processuali, così da consentire il controllo della sua tempestiva e decisiva formulazione.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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