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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24196/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Procura Generale ha impugnato l'ordinanza della Corte d'Appello di Cagliari che aveva riconosciuto a ZIZI Giovanni un indennizzo per ingiusta detenzione pari a euro 38.202,84 (gg.121 di carcere e gg.82 di arresti domiciliari). Il PG contestava la motivazione ritenuta carente e contraddittoria, deducendo che la fuga e la successiva latitanza del ricorrente, intervenute durante la perquisizione dell'autocarro che stava scaricando armi e stupefacente, costituivano comportamento gravemente colposo idoneo a escludere il diritto all'indennizzo. Il ricorso evidenziava inoltre la contiguità del ricorrente con altri congiunti coinvolti nel traffico e un passato criminoso comune, elementi che avrebbero dovuto essere approfonditi come possibili cause dell'apparenza di colpevolezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo che la Corte d'Appello non abbia svolto una valutazione coerente e autonoma degli elementi probatori ex ante richiesti per decidere sull'eventuale dolo o colpa grave ostativa alla riparazione. La Suprema Corte ha ritenuto che la fuga durante la perquisizione e la lunga latitanza, unitamente ai rapporti familiari e di ospitalità con soggetti dediti al traffico di armi e stupefacenti, potevano integrare elementi di colpa grave che il giudice della riparazione avrebbe dovuto esaminare approfonditamente. Ne è conseguito l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio alla Corte di Appello di Cagliari per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 9212 del 13/11/2013 (Rv. 259082)

    sez. 4 n. 9212 del 13/11/2013 dep. 25/02/2014, Rv. 259082

    Principio secondo cui il giudice della riparazione deve valutare ex ante, con ragionamento autonomo rispetto al processo di merito, se la condotta dell'imputato abbia concorso con dolo o colpa grave a creare una falsa apparenza di reità.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 19180 del 18/02/2016 (Buccini, Rv. 266808)

    sez. 4 n. 19180 del 18/02/2016, Buccini, Rv. 266808

    Il giudice della riparazione può esaminare elementi probatori delle indagini se la loro utilizzabilità non è stata esclusa in dibattimento.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 45418 del 25/11/2010 (Rv. 249237)

    sez. 4 n. 45418 del 25/11/2010, Rv. 249237

    La condotta ostativa può essere integrata anche dalla vicinanza a terzi dediti a reati e da comportamenti indicativi di contiguità con l'attività criminale altrui.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 37528 del 24/06/2008 (Rv. 241218)

    sez. 4 n. 37528 del 24/06/2008, Rv. 241218

    Conferma che frequentazioni e comportamenti esterni possono influire sulla valutazione della colpa grave ai fini dell'esclusione dell'indennizzo.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 43768 del 03/10/2007 (Cianci, Rv. 238248)

    sez. 4, n. 43768 del 3/10/2007, Cianci, Rv. 238248

    La fuga non è sempre giustificabile come fuga di garanzia; quando la condotta elusiva è inquadrabile nella dinamica criminosa, non può essere ricondotta automaticamente a tentativo dell'innocente di sottrarsi a ingiusta incriminazione.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 2758 del 05/05/2020 (PG in proc. Minino, Rv. 217429)

    sez. 4, n. 2758 del 5/05/2020, PG in proc. Minino, Rv. 217429

    Se il comportamento elusivo ha espressamente condizionato l'adozione della cautela, può essere determinante per escludere la riparazione.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 n. 17647 del 07/04/2010 (Tuku, Rv. 247332)

    sez. 4, n. 17647 del 7/04/2010, Tuku, Rv. 247332

    Conferma l'attenzione alla valutazione di frequentazioni ambigue e comportamenti extra processuali antecedenti o coevi al fatto che ha dato luogo alla misura cautelare.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, sez. 4 Piccolo del 15/09/2016 (Rv. 268238)

    15.9.2016, Piccolo, Rv. 268238

    Gli elementi indiziari utilizzabili sono quelli non dichiarati assolutamente inutilizzabili o neutralizzati nel giudizio di assoluzione; il giudice della riparazione deve tenerne conto nella ricostruzione del quadro indiziario alla base del titolo cautelare.

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione deve valutare in autonomia, ex ante, se la condotta dell'imputato abbia concorso con dolo o colpa grave a creare una falsa apparenza di reità che ha inciso sull'adozione della misura cautelare.
  • Possono essere esaminati nel giudizio di riparazione gli elementi probatori raccolti nelle indagini preliminari, sempre che non siano stati espressamente esclusi o resi inutilizzabili nel processo di merito.
  • La fuga o la latitanza non escludono automaticamente il diritto all'indennizzo: vanno considerate nel contesto fattuale; se si configurano come reazione difensiva all'arresto ingiusto possono non ostare alla riparazione, ma se sono collegate alla dinamica criminosa o hanno contribuito all'adozione/alla conferma della cautela possono integrare colpa grave.
  • Frequentazioni ambigue, legami stretti con soggetti dediti a reati e condotte di ospitalità o collaborazione con persone coinvolte nell'attività criminale sono elementi rilevanti e possono essere valutati come indicatori di contiguità utili a escludere l'indennizzo.
  • Il giudice deve motivare in modo chiaro e coerente la valutazione della colpa grave, esplicitando come i fatti extra-processuali e gli elementi indiziari abbiano contribuito a creare l'apparenza di colpevolezza.
  • Se il comportamento elusivo dell'imputato ha effettivamente condizionato l'adozione o il mantenimento della misura cautelare, esso può giustificare l'esclusione della riparazione per ingiusta detenzione.

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