Sentenza del 14/01/2022 n. 1027 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia impugnava la decisione della CTR che aveva ritenuto congruo il valore determinato dal perito di parte, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 51 e 52 TUR e, soprattutto, carenza/ambiguità di motivazione in relazione all'abbattimento del 50% operato nella perizia: secondo l'Amministrazione la CTR aveva aderito acriticamente alle conclusioni della perizia senza considerare la documentazione e senza esplicitare le ragioni del proprio convincimento (vizioso per apparente motivazione).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, ritenendo che la CTR avesse fornito argomentazioni sufficienti: ha evidenziato l'assenza di sopralluogo dell'UTE (stima fondata su foto aeree), la non comparabilità dei parametri usati dall'Agenzia (gli immobili usati come parametro erano a destinazione abitativa mentre il bene era alberghiero), l'errata valutazione della compagine (non 90 appartamenti ma un unico complesso di mq.1100) e ha ritenuto la perizia di parte più prossima al valore venale. Perciò il vizio denunciato come violazione di legge è stato ricondotto a questione di motivazione e la motivazione della CTR è stata considerata adeguata. Rigetto del ricorso e condanna dell'Agenzia alle spese (Euro 3.500,00 + Euro 200,00).
Norme richiamate
art. 51 e 52 TUR
L'Agenzia richiamava queste norme in relazione al criterio di stima; la Corte ha però ritenuto che la questione decisiva non fosse una mera violazione formale delle norme di stima ma la sufficienza della motivazione che giustificasse l'abbattimento applicato.
art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5
Il ricorso è stato riqualificato: dall'indicazione formale di un vizio di cui al n.3 il giudice ha ricostruito la censura come vizio di apparente motivazione rientrante nel n.5; la Corte ha quindi valutato se la motivazione fosse effettivamente carente o comunque idonea a far comprendere il percorso logico-decisorio.
art. 132 c.p.c., comma 2, n.4 e art. 111 Cost.
Richiamate per il principio che la sentenza deve indicare il criterio logico che ha condotto il convincimento del giudice: l'assenza o l'inidoneità dell'argomentazione costituisce motivazione apparente e può determinare nullità della decisione in sede di cassazione.
Massime di principio
- In materia di rettifica del valore immobiliare non basta criticare il metodo di stima: il giudice d'appello può adottare o ritenere attendibile una perizia di parte se esplicita chiaramente i parametri e le ragioni che la rendono preferibile alla stima amministrativa.
- La mancata effettuazione di un sopralluogo da parte dell'ufficio (UTE) non invalida automaticamente la stima amministrativa se la decisione motiva tecnicamente la scelta; analogamente, la mancata visita può costituire elemento critico se adeguatamente valorizzato dalla controparte.
- Se viene applicato un consistente 'abbattimento' (es. 50%) il giudice è tenuto a spiegare il fondamento di tale riduzione: la mera affermazione che la perizia si basa su 'parametri riconducibili all'immobile' può essere insufficiente se non accompagnata da confronto probatorio e logica di adeguamento.
- La perizia di parte può prevalere sulla perizia dell'ufficio quando mostra comparabili congrui, coerenti aggiustamenti e una spiegazione del diverso quadro fattuale (destinazione d'uso, consistenza, frazionamento, ecc.).
- Chi impugna una decisione amministrativa o giudiziale per vizi di motivazione deve circostanziare in modo preciso quali aspetti del ragionamento mancano o sono illogici; la Corte di legittimità controlla la sufficienza della motivazione sul testo della sentenza impugnata.
- In giudizio tributario, la parte appellante deve proporre elementi di comparazione e confutazione tecnica concreti (documenti, rilievi tecnici) per mettere in crisi la stima avversaria; semplici affermazioni generiche sull'erroneità del metodo rischiano di risultare ininfluenti.
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