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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35421/2025 del 29/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso censura la ritenuta legittimità della "contestazione in fatto" della circostanza aggravante prevista dall'art. 576, comma 5-bis, c.p., sostenendo che i presupposti fattuali della circostanza non sarebbero stati enunciati in modo chiaro e preciso nel capo di imputazione, in violazione dell'art. 417 co. 1 lett. b) c.p.p.; il difensore invoca anche i principi affermati dalle Sezioni Unite (Sorge).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello secondo cui, in lettura unitaria dei capi di imputazione, risultano chiaramente indicati gli elementi di fatto che integrano la circostanza aggravante di cui all'art. 576 comma 5-bis (lesioni commesse ai danni di un militare nell'adempimento del servizio). La Corte ha richiamato il principio secondo cui, se la fattispecie aggravante si costruisce su fatti materiali "autoevidenti", l'indicazione dei fatti materiali nel capo di imputazione è sufficiente; viceversa, se la norma richiede valutazioni, tali risultati valutativi devono essere esplicitati. Qui la lettura combinata dei capi ha reso evidente la sussistenza della circostanza aggravante; pertanto il ricorso è stato respinto ed è stata confermata la condanna, con la statuizione sul pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 576 comma 5-bis c.p.

    La circostanza aggravante è stata ritenuta sussistente quando, per lettura congiunta dei capi di imputazione, emergono elementi fattuali sufficienti a dimostrare che le lesioni sono state arrecate a un militare nell'adempimento del servizio; se la fattispecie aggravante è 'autoevidente', la descrizione dei fatti materiali nel capo è sufficiente

  • art. 417 co. 1 lett. b) c.p.p.

    Richiama l'obbligo di formulazione chiara e precisa del capo di imputazione; la Corte ha applicato il criterio stabilito interpretando che il requisito è soddisfatto se la contestazione in fatto riporta gli elementi materiali che rendono comprensibile l'accusa

  • art. 337 c.p.

    Norma del reato di resistenza a pubblico ufficiale: utilizzata nel capo a) dell'imputazione e collegata, per lettura unitaria, alle lesioni contestate nel capo b)

  • art. 582 c.p.

    Norma relativa alle lesioni personali, richiamata nell'ambito della contestazione complessiva delle condotte lesive

  • art. 6 par. 3 lett. a) CEDU

    Richiama il principio del diritto alla difesa come parametro interpretativo che impone chiarezza e precisione nell'enunciazione degli elementi di fatto dell'imputazione

  • Sez. Un. n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge) e giurisprudenza successiva

    Principio secondo cui la "contestazione in fatto" è adeguata se riporta con sufficiente chiarezza e precisione gli elementi materiali che costituiscono la fattispecie aggravante; se la norma include componenti valutative, il pubblico ministero deve esplicitare i risultati valutativi nel capo d'imputazione

Massime di principio

  • La "contestazione in fatto" è adeguata quando l'imputazione descrive in modo chiaro e preciso gli elementi materiali dai quali si ricava la circostanza aggravante; non è necessario citare testualmente la norma se i fatti resi noti permettono di comprenderne l'integrazione
  • Se la circostanza aggravante richiede valutazioni o elementi non meramente materiali, il pubblico ministero deve esplicitare nel capo d'imputazione i risultati di tali valutazioni per consentire una difesa efficace
  • È lecito interpretare unitariamente più capi di imputazione: la lettura combinata può rendere evidente la sussistenza di un'aggravante anche se essa non è enunciata separatamente in un unico capo
  • I principi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (art. 6) vincolano l'interpretazione formale della contestazione, imponendo sempre una formulazione che consenta la piena cognizione dell'accusa da parte dell'imputato
  • In casi simili, chi difende deve valutare attentamente la formulazione complessiva dell'imputazione e, se necessario, chiedere chiarimenti o integrazioni se gli elementi materiali o valutativi che fondano un'aggravante non risultano sufficientemente specificati

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