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Sentenza

Sentenza n. 657/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento - del verbale dello scrutino di classe straordinario del -OMISSIS-, con cui è stata deliberata la non ammissione della alunna alla classe III; - nonché di tutti gli atti a quello suindicato comunque connessi e coordinati, anteriori e conseguenti.

Giustizia amministrativa202201150

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale dello scrutinio di classe straordinario del 14 settembre 2022, recante la non ammissione della studentessa alla classe III

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I genitori della studentessa minore hanno impugnato il verbale dello scrutinio straordinario con cui era stata deliberata la non ammissione alla classe III, chiedendo l'annullamento dell'atto e degli atti connessi. Il testo non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. L'istanza cautelare era stata respinta per mancanza del fumus boni iuris. Nel corso dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato, il difensore dei ricorrenti ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla definizione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il giudice ha ritenuto che, a fronte dell'espressa dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, non potesse esaminare il merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire. Ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione, salvo repliche o diverse richieste della controparte. Le spese della fase di merito sono state compensate, considerando la costituzione soltanto formale dell'amministrazione e la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il testo richiama l'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La disposizione consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe processuale; il testo non ne esplicita l'applicazione concreta.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento dei dati identificativi della minore, dei genitori e degli altri soggetti interessati.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato insieme alla normativa nazionale quale fondamento della protezione dei dati personali mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla definizione del giudizio, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse e non può decidere il merito in sostituzione del ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • Nel processo amministrativo vige un principio dispositivo in senso ampio: il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può provocare una pronuncia di improcedibilità mediante dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, salvo repliche o diverse richieste della controparte.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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