Sentenza n. 1500/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione, con acquisizione gratuita degli immobili al patrimonio comunale e irrogazione di una sanzione amministrativa di 20.000 euro
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l’accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione del 2002, deducendo, sotto il profilo formale, vizi dell’atto e, sotto il profilo sostanziale, difetto di istruttoria. Ha sostenuto che gli abusi — consistenti in un ampio piano seminterrato frazionato in più unità, destinato a box, deposito e parcheggio, e in un piano terra in muratura e vetrate — sarebbero stati sanati da un’autorizzazione in sanatoria del Genio civile del 1967 e da una concessione edilizia in sanatoria del 2011. Ha inoltre dedotto la violazione di due sentenze irrevocabili favorevoli al costruttore: una sentenza pretorile del 1980, di assoluzione dal reato edilizio, e una sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche del 2002.
La decisione
Il TAR ha deciso la causa con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. e ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la mancata ottemperanza all’ordinanza di demolizione nel termine di legge avesse determinato ipso iure l’acquisizione dei beni al patrimonio comunale, sicché l’atto impugnato aveva natura vincolata e i vizi formali dedotti erano irrilevanti. Ha escluso il difetto di istruttoria perché la concessione edilizia in sanatoria del 2011 riguardava due soppalchi ubicati in una diversa unità catastale, mentre gli immobili oggetto dell’accertamento erano identificati da altri subalterni. Ha inoltre ritenuto che la violazione della sentenza pretorile avrebbe dovuto essere dedotta contro l’originaria ordinanza di demolizione, non contro il successivo atto di accertamento dell’inottemperanza; il ricorso proposto contro l’ordinanza era stato dichiarato perento. La sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche riguardava altre ordinanze e profili idraulici, non edilizio-urbanistici; analogamente, l’autorizzazione del Genio civile del 1967 non incideva sulla legittimità dell’ordine di demolizione edilizia. Le spese sono state compensate per la particolarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, dopo aver sentito le parti, quando il ricorso è manifestamente infondato.
art. 31 d.P.R. 380/2001
La mancata ottemperanza all’ordine di demolizione nel termine previsto comporta l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale; l’acquisizione opera ipso iure e il successivo atto ricognitivo ha natura vincolata.
Massime di principio
- La mancata ottemperanza a un’ordinanza di demolizione nel termine di legge determina ipso iure l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale; il successivo provvedimento di accertamento dell’inottemperanza ha natura vincolata.
- I vizi formali dell’atto di accertamento dell’inottemperanza non possono condurre al suo annullamento quando l’acquisizione al patrimonio comunale si è già prodotta automaticamente per effetto della mancata esecuzione dell’ordine di demolizione.
- Le contestazioni relative alla legittimità dell’ordinanza di demolizione devono essere proposte contro quest’ultima e non possono essere fatte valere, per la prima volta o tardivamente, contro il successivo atto di accertamento dell’inottemperanza, qualora l’ordinanza sia ormai definitiva.
- Una sanatoria edilizia è irrilevante rispetto all’accertamento dell’inottemperanza quando riguarda manufatti o unità immobiliari diversi da quelli oggetto dell’ordine di demolizione.
- Pronunce giudiziarie e provvedimenti amministrativi concernenti profili idraulici o immobili diversi non impediscono l’esecuzione di un ordine di demolizione fondato su autonome violazioni edilizio-urbanistiche.
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