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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5020/2023 del 06/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Luigi Intrepido ha proposto un incidente di esecuzione volto ad ottenere la declaratoria di continuazione tra reati giudicati con più sentenze di condanna. La domanda è stata depositata presso la cancelleria del Tribunale di Agrigento il 29 dicembre 2021 (istanza originaria 7 dicembre 2021; deposito rilevante ai fini processuali risultante successivamente come 11 gennaio 2022). Il Tribunale di Agrigento ha ritenuto di non essere competente e ha declinato la cognizione; il Tribunale di Macerata ha resistito alla declinatoria invocando criteri diversi di determinazione della competenza, determinando un conflitto negativo di competenza tra i due uffici giudiziari.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Agrigento come giudice dell'esecuzione (ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p.) e ha disposto la trasmissione degli atti a quell'ufficio. Motivazione: al momento della formulazione della richiesta (deposito rilevato dalla Corte in data 11 gennaio 2022) l'ultimo provvedimento di condanna divenuto irrevocabile era la sentenza del Tribunale di Agrigento del 20 maggio 2019, divenuta irrevocabile il 12 ottobre 2021; la sentenza del Tribunale di Macerata del 28 giugno 2017 era divenuta irrevocabile il 22 novembre 2019. La Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione per le istanze di riconoscimento della continuazione, in presenza di più provvedimenti emessi da giudici diversi, si radica nel giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda (principio della perpetuatio iurisdictionis). Inoltre, nel caso di conflitto negativo il giudice che per primo ha negato la cognizione è quello la cui competenza va affermata dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Disciplina la risoluzione dei conflitti di competenza da parte della Corte di cassazione; qui invocato per superare la stasi determinata dalla doppia ricusazione dei giudici di merito.

  • art. 665 comma 4 cod. proc. pen.

    Indica il giudice dell'esecuzione competente per provvedere nelle materie esecutive; la Corte lo applica per individuare il giudice dell'esecuzione competente alla richiesta di riconoscimento della continuazione.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata a titolo di riferimento procedurale per l'istanza di incidente di esecuzione; la data di formulazione/deposito della richiesta ai sensi di questa norma è il momento rilevante per determinare quale sentenza era divenuta irrevocabile per ultima.

  • principio della perpetuatio iurisdictionis (giurisprudenziale)

    Principio secondo cui la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione si radica nel giudice la cui sentenza è divenuta irrevocabile per ultima al momento della presentazione della domanda e non muta per effetto di eventi successivi.

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 15856 dell'11.02.2014, Rv. 259600

    Cita decisione che conferma il principio che la competenza si radica nel giudice dell'ultima sentenza divenuta irrevocabile.

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 6739 del 30.01.2014, Rv. 259171

    Ulteriore precedente che ribadisce la perpetuatio iurisdictionis e la regola temporale per determinare la competenza del giudice dell'esecuzione.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione per una istanza di riconoscimento della continuazione, quando esistono sentenze emesse da giudici diversi, si determina in base a quale sentenza è divenuta irrevocabile per ultima al momento della presentazione della domanda.
  • Il momento rilevante è il momento della formulazione/deposito della specifica richiesta (non eventi sopravvenuti dopo tale deposito): successivi passaggi in giudicato non spostano la competenza (perpetuatio iurisdictionis).
  • Se entrambi i giudici rifiutano la cognizione (conflitto negativo), il rimedio è il ricorso al conflitto previsto per l'adozione della decisione da parte della Corte di cassazione (art. 32 c.p.p.); la Corte risolve generalmente affermando la competenza del giudice che ha negato per primo la cognizione.
  • Prima di proporre o depositare l'istanza è opportuno verificare con il certificato penale le date di irrevocabilità delle sentenze coinvolte, perché la corretta individuazione del giudice competente dipende da quei termini.
  • In presenza di incertezze o di declinatoria di competenza, valutare tempestivamente la proposizione dell'incidente di esecuzione o del conflitto di competenza per evitare stasi e ritardi nell'esercizio dei rimedi processuali.

Testo integrale

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